mobilità

Tav Brennero, progetto più «leggero»

Le gallerie a nord del capoluogo e a sud di Marco non sono più prioritarie: prima la circonvallazione di Trento e Rovereto


di Andrea Selva


TRENTO. E’ un progetto più leggero, con meno tratti in galleria, almeno in una prima fase, quello che i tecnici di Rfi e il commissario governativo Ezio Facchin hanno presentato l’altro pomeriggio agli amministratori dell’Osservatorio della ferrovia del Brennero, riuniti nel palazzo della Provincia assieme all’assessore Mauro Gilmozzi. «Nulla di definitivo, si tratta semplicemente della partenza di un percorso partecipato» ha voluto chiarire l’assessore. Intanto però i sindaci hanno potuto verificare (attraverso l’analisi di alcune planimetrie) una serie di modifiche al progetto presentato in precedenza.

In realtà più che di modifiche si tratta dell’individuazione di una serie di priorità che lasciano in secondo piano i tratti in galleria che avevano sollevato le proteste a sud di Marco e a nord di Trento. La precedenza - hanno spiegato i tecnici - va ad altri lotti al servizio del tunnel del Brennero: il lotto 1 (Ponte Gardena-Fortezza), il lotto 2 (circonvallazione ferroviaria di Bolzano), il lotto 3 (circonvallazione ferroviaria di Trento e Rovereto) e il lotto 4 che riguarda il nodo ferroviario di Verona. Gli altri tratti - vista anche l’attuale mancanza di risorse - non sono più considerati prioritari.

Una buona notizia per i movimenti «no Tav» della Piana Rotaliana e del Basso Trentino? Fino ad un certo punto, perché nessuno si illude in realtà che possano esistere “colli di bottiglia” su una linea destinata ad essere - questo il progetto - raddoppiata. C’è quindi la possibilità che la linea venga completata in superficie (o parzialmente interrata) con minori costi ma con una serie di altre contro indicazioni ambientali, legate soprattutto all’inquinamento acustico che - hanno già messo in chiaro alcuni sindaci - dovrà essere limitato con ogni possibile intervento. La circonvallazione di Rovereto sarà in tunnel da Marco ai Murazzi, quella di Trento invece andrà dall’Acqua viva e Trento nord.

I tempi? Per il tunnel del Brennero la data resta quella del 2026, per gli altri lotti considerati prioritari i tempi di realizzazione, è stato ribadito ieri, sono di 8-10 anni, ma questo tempo non comprende i tempi di progettazione. Indeterminati i tempi per gli altri tratti considerati non prioritari. Ma una cosa è chiara: il tunnel del Brennero sarà terminato in anticipo rispetto alle altre infrastrutture.

Ma le modifiche al progetto presentato dai tecnici agli amministratori trentini coinvolti dal tracciato richiederanno un nuovo passaggio nei consigli comunali. Sicuramente questo avverrà a Trento, come già annunciato nel corso della riunione dal sindaco Alessandro Andreatta che ha anche chiesto informazioni (in realtà senza risultato) sulla possibilità che il nuovo tracciato ospiti anche il passaggio di treni riservati al trasporto di persone oltre ai convogli merci. Si tratta di una questione tutt’altro che secondaria perché in ballo c’è il collegamento con le grandi linee ferroviarie: Trento rimarrà un nodo primario sulle grandi tratte - come ora - oppure la città rischia di essere tagliata fuori dalla circonvallazione ferroviaria?

L’assessore provinciale Mauro Gilmozzi - presente alla riunione - invita a mantenere i piedi per terra: «E’ stato presentato uno scenario che è assolutamente in divenire e che sarà oggetto di un percorso partecipato con la popolazione» ha detto, spiegando che in questa procedura il ruolo della Provincia è quello di “facilitare” i rapporti tra la progettazione delle grandi opere e il territorio. Gilmozzi ha infine ricordato che attualmente il tema viene affrontato su due piani: «Prima bisogna riprendere in mano lo scenario dal punto di vista dei trasporti, considerando i flussi di merci che sono cambiati nel tempo. In un secondo momento ci si potrà concentrare sulle soluzioni infrastrutturali che porteranno alla realizzazione della linea».













Ambiente&Percorsi

INCONTRO

Val di Cembra: ascoltare, vivere e raccontare le terre alte

Sabato 7 marzo farà tappa a Grumes (comune di Altavalle), il ciclo «Montagna 2050» che l'anno scorso ha toccato Terragnolo e proseguirà nell’Oltresommo (Folgaria) il 28 marzo e il 18 aprile a Pejo. Al centro temi quali l’abitare la montagna, il turismo lento, la rappresentanza delle aree montane nei processi decisionali, la biodiversità e le filiere alimentari

TEMI Cambiamento climatico, quale futuro per il turismo sciistico?
ANALISI «La montagna vive con l'azione comunitaria»

LIBRO Sagron Mis, testimonianze resilienti di una comunità di 175 abitanti

mostra

Cartoline d'epoca per raccontare il Trentino e interrogarsi sul futuro

Ultimi giorni per poter visitare "Un saluto dal Trentino", allestita alla Biblioteca Cappuccini: fino al 13 marzo oltre cento immagini del periodo 1900-1950. Memoria ma anche spunto a ragionare sull'«equilibrio precario tra le legittime esigenze dello sviluppo economico e le imprescindibili istanze della tutela paesaggistica»

MUSEO Le Alpi come paesaggio umano nelle immagini d'epoca
MOSTRA La metamorfosi degli attrezzi alpini
FOTOGALLERY Quando la fotografia incontrò lo sport in Trentino

Primo piano

IL LIBRO

Non cercatele in salotto: storie di donne esploratrici e avventuriere

Ediciclo manda in libreria nel mese della Giornata internazionale per i diritti della donna, l'interessante volume di Silvia Ugolotti che racconta imprese al femminile, persone che hanno attraversato deserti, scalato montagne, sfidato imperi e convenzioni. Eppure la storia le ha spesso lasciate ai margini, relegandole all’oblio

CINEMA "Straordinarie", storie di donne di montagna che hanno scelto il rifugio
EVENTO "Ribelli. Libere. Indomite", al cinema la forza delle donne

ALLARME

Smog, calore, luce, microplastiche e rumore: mix tossico anche per il cuore

Le nuove evidenze scientifiche hanno spinto l'European Society of Cardiology ad aggiornare le linee guida europee, aggiungendo nuovi fattori di rischio ambientale come acceleratori silenziosi delle malattie. Traffico urbano, pfas, cambiamenti climatici, illuminazione artificiale e altre fonti evitabili causano un quarto degli oltre 20 milioni di decessi annuali per malattie cardiache nel mondo

SALUTE Consumatori sempre più attenti a un'alimentazione sana
PFAS Al Parlamento Ue confronto sulle contromisure

SALUTE Isde: a Trento nel 2025 tra 41 e 62 morti per malattie legate alla qualità dell'aria