Si è spento a 89 anni Agostino Gallizioli il «re delle stoffe»
Bergamasco, fondò l’omonimo negozio in galleria Tirrena poi il successo, dovuto anche alla sua innata signorilità
TRENTO. Si è spento ieri pomeriggio all’età di 89 anni compiuti da due mesi – da qualche giorno non stava bene - Agostino Gallizioli, il fondatore di un importante e storico complesso commerciale di negozi di stoffe per la nostra città: quello di Galleria Tirrena, che in realtà si chiama “Manifatture Lombarde”, “figlio” di un primo piccolissimo negozio aperto 63 anni fa situato sempre in Galleria Tirrena, e “padre” di altri due: quello di via Manci e quello del Bren Center. Inoltre la famiglia aveva aperto anche la Galtex di via Maccani azienda che produce e vende all’ingrosso elementi per il settore alberghiero. Da tempo Agostino Gallizioli, vista anche l’età, aveva distribuito tra i figli tutta l’attività imprenditoriale: il figlio maggiore Eugenio a capo della “Manifatture Lombarde”, Giuseppe amministratore e socio di maggioranza della Galtex, Paola e Claudio, rispettivamente, a capo dei negozi del Bren Center e di via Manci. Solo la figlia Laura ha scelto per sé il ruolo esclusivo di mamma. Agostino Gallizioli era, fuori da ogni retorica, un vero signore all’antica. A Maria De Ruschi, una ragazza figlia di un industriale di Leffe, sposata sessantadue anni fa, il signor Agostino ha sempre riconosciuto un ruolo e un valore insostituibili sia nella sua scalata commerciale a Trento sia nell’educazione dei cinque figli. «La mia vera fortuna economica ed esistenziale – amava ripetere con estrema sincerità – è stato il matrimonio con lei». Praticamente la signora, infatti, quasi avesse il dono dell’ubiquità, non è mai mancata nella regia sia della casa che dei negozi. Agostino, che tra gli antenati aveva cardinali e vescovi, era figlio di Giuseppe, un venditore ambulante bergamasco morto in guerra. Alcuni dei suoi figli, tra cui Agostino, aprirono un’attività a Cagliari. Agostino, innamorato di Maria, tornò da Cagliari per ricongiungersi a Maria. Arrivò a Trento su suggerimento di un ex ambulante divenuto poi un importante industriale. L’arrivo di Agostino in città fece storcere la bocca ai potenziali concorrenti che avevano intuito – e non si sbagliarono – che quel bergamasco aveva doti notevoli. La licenza per il negozio, almeno in un primo tempo, - ci raccontò - gli venne negata e successivamente, quando neanche i cavilli non ebbero a reggere più, aprì un negozietto di sedici metri quadrati. E i primi due clienti furono, neanche a dirlo, due finanzieri che gli fecero le pulci su tutto. Ma tutto era regolare. Il successo progressivo di Agostino fu dovuto alla capillarità, solerzia e puntualità in tutto e per tutto nel visitare le valli del Trentino, offendo prodotti di valore. Ma, dicono gli anziani clienti trentini, il successo fu dovuto anche alla sua autentica e innata signorilità.
In questi ultimi anni, anche per la massima fiducia nei figli, si vedeva raramente in negozio in cui entrava soltanto con il ruolo di padre felice di vedere continuare la sua attività divenuta in questi 63 anni (fu il 28 agosto il giorno della apertura del primo negozio) un punto di riferimento per tanti trentini di città e per tanti valligiani. Il funerale domani, alle 10 nella chiesa di Santa Maria Maggiore.