LA SOLIDARIETA'

«Scaviamo a mano per liberare le case»

Il racconto di un giovane vigile del fuoco volontario di Malé corso in Abruzzo. Dal Trentino sono partiti 50 soccorritori

TRENTO. «Scaviamo con le pale, a mano. La neve è molto pesante, ghiacciata perché ci ha piovuto sopra. Cerchiamo di scavare delle trincee fino alle case per far uscire le persone. Hanno gli occhi pieni di paura, sono allo stremo delle forze». Stefano Dallavo ha 27 anni ed è un vigile del fuoco volontario di Magras, ieri, insieme ad altri 8 componenti dei corpi di Malè e di Commezzadura ha iniziato a lavorare in Abruzzo, in provincia di Teramo, ad Atri, per soccorrere la popolazione colpita dall’eccezionale ondata di maltempo che sta flagellando tutto il centro Italia. La situazione è drammatica, come dimostra la tragedia dell’hotel Rigopiano di Farindola, investito e travolto da una valanga di proporzioni gigantesche.

Dal Trentino hanno raggiunto l’Abruzzo circa cinquanta persone, tra vigili del fuoco volontari, vigili del fuoco del corpo permanente di Trento e uomini del Servizio strade della Provincia con frese e spazzaneve. Oltre ai volontari della val di Sole dispiegati ad Atri, ci sono i vigili del fuoco volontari della val di Non. Sono arrivati nella notte e ieri mattina si sono messi subito al lavoro nelle rispettive zone.

Dallavo ha 27 anni, lavora come piastrellista ed è partito subito per portare aiuto a persone che hanno un estremo bisogno di tutto: «Abbiamo prima liberato alcune case. Abbiamo scavato delle piccole trincee per far uscire le persone. Poi ci hanno inviati a mettere in sicurezza l’ospedale di Atri. Spaliamo a mano la neve, con le pale e abbiamo anche delle piccole frese. Ci sarà un metro e mezzo di neve. Ma siccome ha piovuto, la neve è ghiacciata ed è molto dura».

Uno sforzo necessario perché ci sono molte famiglie rimaste isolate nella case, molti anziani che hanno bisogno di essere riforniti di generi di prima necessità. Il giovane insieme al collega Daniel Martini racconta di condizioni al limite: «La situazione è molto difficile. Le persone sono molto spaventate e nei loro occhi si vede la paura. In molti paesi manca l’energia elettrica. Sono in grande difficoltà e non ce la fanno più. Noi a mano facciamo quello che possiamo, scaviamo come delle trincee con a lato un vero e proprio muro. Per fortuna oggi ha smesso di nevicare. Per questa sera dovremmo dormire all’ospedale e poi domani (oggi per chi legge ndr) riprenderemo a lavorare. Ma non sappiamo dove andremo, ci spostano a seconda delle esigenze».

La prima squadra partita l’altro ieri dovrebbe rientrare in Trentino lunedì ed è già prevista la partenza di una seconda squadra. L’emergenza maltempo, infatti, dovrebbe andare avanti per parecchi giorni. Sul posto la Provincia ha inviato anche 9 grosse frese con turbina e 7 frese più piccole, oltree a un’officina mobile. Ieri si è tenuta una riunione della sala operativa coordinata dal Trentino anche alla presenza del primo ministro Paolo Gentiloni. C’è bisogno di tutto e la situazione è stata resa ancora più pesante e drammatica dall’immane tragedia dell’albergo Rigopiano con una trentina di persone disperse.