SanVili, cammino tra la storia da Trento a Campiglio
Lo storico sentiero di San Vigilio ripercorso ai nostri giorni in una nuova pubblicazione. Due gli itinerari proposti per un’esperienza di montagna «lenta»
TRENTO. Venticinque anni fa la SAT ideava, realizzava e segnava il sentiero “San Vili“, fra Trento e la località dove la SAT era stata fondata nel 1872, Madonna di Campiglio. Era una scommessa culturale in primo luogo, non il semplice “revival” di una strada antica dalla Valle dell’Adige alle Giudicarie, vale a dire riuscire a collegare città e montagna “per incontrare paesaggi e natura, lavoro e uomini al ritmo dei passi, della mente, del cuore”, scriveva Franco De Battaglia nella presentazione alla prima guida del sentiero pubblicata come supplemento al Bollettino della SAT.
Camminare non per fuggire dal mondo ma per entrarci dentro, scoprendo le differenze dei paesaggi rurali, i legami geografici, leggendo i cambiamenti d’uso dei territori. San Vili, nella dizione della gente di Ranzo e del Banale significa San Vigilio e il sentiero ricalca in gran parte il percorso seguito da Vigilio, vescovo patrono di Trento, durante le sue predicazioni in Giudicarie e Rendena nel 400 d.C., un percorso naturalmente a lui preesistente, dunque ancora più antico. Ma non è, il San Vili, un sentiero di pellegrinaggio, è innanzitutto un sentiero di memoria, di identità, di attenzione alle bellezze “minori” (che non vuol dire meno importanti) della montagna. Al Sentiero San Vili, divenuto un modello per altri itinerari, la SAT dedica una nuova guida curata da Gian Paolo Margonari e Franco De Battaglia che si sono avvalsi anche di altri collaboratori all’interno della SAT, Michele Azzali, Dario Brunello, Tarcisio Deflorian, Elena Guella, Lucio Sottovia. Nato per un escursionismo fai da te, oggi che viene percorso da gruppi e anche famiglie, si è dunque pensato ad una rivisitazione del percorso. L’esperienza di Gian Paolo Margonari e le sue osservazioni hanno portato così a introdurre sul percorso originale alcune varianti e punti di appoggio ben riconoscibili. Il risultato sono due percorsi, uno “basso” e uno “alto”, che utilizzano sempre sentieri e vecchie strade già esistenti. Il percorso “basso” è quello più facile e con minori dislivelli e include tutte le nuove varianti ben collegate ai centri abitati. E’ anche il più vicino ai percorsi del vescovo Vigilio. Il San Vili “alto”, invece, rispetta la prima proposta del 1988, ugualmente adattato per le esigenze logistiche di posti tappa ben individuati. Il San Vili “basso” si può coprire in 6 tappe, il dislivello complessivo è di 3772 m e il tempo complessivo di percorrenza è di 35 ore. Il percorso “alto” si copre in 5 tappe, il dislivello sale 4792 m e il cammino effettivo a 38 ore. La nuova guida (acquistabile presso la sede della SAT, prezzo 10 euro) descrive entrambi i percorsi tappa per tappa, completandole con note sulla geologia, sulla flora, sul territorio. Per ogni tappa non manca il riassunto altimetrico e i tempi di percorrenza per ogni tratta, la cartografia e le informazioni logistiche e sulle strutture di accoglienza lungo il percorso.