IL BLITZ DEI CARABINIERI

Sacra Corona Unita34 arresti a Trento

I carabinieri del Ros hanno eseguito in Trentino, Puglia e altre regioni italiane ordinanze di custodia cautelare emesse, su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia di Trento, nei confronti di 34 persone indagate per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. Tra i reati ipotizzati anche la violazione della normativa sulle armi, con l'aggravante di aver agito con metodologie mafiose. I provvedimenti son diretti contro un gruppo criminale sospettato di essere strettamente collegato alla Sacra Corona Unita brindisina

TRENTO. I carabinieri del Ros stanno eseguendo in Trentino Alto Adige, Puglia ed altre regioni italiane ordinanze di custodia cautelare emesse, su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia di Trento, nei confronti di 34 persone indagate per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti.

Tra i reati ipotizzati anche la violazione della normativa sulle armi, con l'aggravante di aver agito con metodologie mafiose. I provvedimenti son diretti contro un gruppo criminale sospettato di essere strettamente collegato alla Sacra Corona Unita brindisina. L'organizzazione è accusata di avere gestito ingenti traffici di cocaina ed eroina giunte prevalentemente attraverso la rotta balcanica, gestite da gruppi albanesi e distribuite sui mercati lombardo, veneto ed emiliano.

Gli indagati risiedono nelle province di Venezia, Verona, Treviso, Torino, Brindisi, Cosenza e Trento. Le indagini dei Ros, che hanno provveduto a notificare le 34 ordinanze di custodia cautelare, avrebbero fatto emergere il ruolo di capo dell'organizzazione criminale in Giulio Andrisano, originariamente affiliato - secondo gli investigatori - al Clan Pasimeni appartenente alla frangia mesagnese della Sacra Corona Unita. Andrisano sarebbe transitato agli inizi del 2000 anche nel Clan Campana-Gagliardi, caratterizzato da un forte smercio illegale di cocaina tramite un solido canale albanese. I Carabinieri avrebbero inoltre  accertato attività fuorilegge del gruppo Andrisano anche nel bolognese, sempre per spaccio di droga,curata in particolare dal figlio Alessandro, il quale sarebbe stato trovato pure in possesso di armi.

 

 

Questi avrebbe usato anche armi per recuperare somme da intascare per le forniture. Dalle indagini condotte con intercettazioni telefoniche ed ambientali, è risultato che la cellula mafiosa avrebbe usato metodi intimidatori nei confronti di acquirenti insolventi o potenziali testimoni. Come nel caso di un tabaccaio di Riva del Garda il quale, dopo essere stato arrestato un anno fa per detenzione di cocaina, sarebbe stato minacciato di morte per evitare eventuali delazioni. Per finanziare il narcotraffico, la cellula avrebbe compiuto delle rapine, come quella di un anno fa ad Ortisei ai danni di un portavalori. Un analogo colpo sarebbe stato progettato nelle zona di Rovereto ma è stato sventato dai Ros.

Questo l'elenco degli arrestati. In carcere sono finite 25 persone: Giulio Andrisano, Alessandro Andrisano, Deborah Girardi, Abdou Dico, Ervin Nano, Manuel Crosina, Mail Caurla, Angelo Buccemassa, Vasco Artino, Emiliano Haxtiraj, Ardian Lusha, Robert Lusha, Antonio Momone, Vittorio Mannarino, Alessandro Mela, Marco Miotto, Moreno Torrieri, Salvatore Siena, Loris Piovesan, Olsen Pashaj, Besmir Pashaj, Matteo Orlando, Alket Murataj, Cristoforo Magagnino. Gli arrestati sono in gran parte residenti ad Arco, Riva del Garda, Torbole e Dro. Per altre nove persone è stata applicata la misura degli arresti domiciliari: Maria Gaglione, Serena Fosso, Michele Benini, Giovanni La Barbera, Sabrina Loggia, Eleonora Miani, Carlo Zanfardino, Moris Segatto, Salvatore Pistola.