Romallo, Salvaterra a 10 anni dalla morte

ROMALLO. Con una messa cantata nella chiesa parrocchiale ed un affollato convegno nella sala civica san Vitale è stato ricordato domenica a Romallo il compianto senatore Tarcisio Salvaterra...



ROMALLO. Con una messa cantata nella chiesa parrocchiale ed un affollato convegno nella sala civica san Vitale è stato ricordato domenica a Romallo il compianto senatore Tarcisio Salvaterra scomparso a 73 anni il 10 dicembre 2002.

All’invito, sollecitato da Silvano Rauzi (Federazione allevatori) e fatto proprio del comune di Romallo (di cui lo scomparso senatore è stato sindaco dal 1980 al 1990), hanno risposto ex collaboratori, amici, cooperatori, politici (tra cui Tarcisio Andreolli, che ha ricordato gli anni al Senato) amministratori ed esponenti del mondo economico con relazioni che hanno ripercorso trent’anni di vita agricola nonesa dagli anni Sessanta fino alla nascita di Melinda.

Dopo il saluto del sindaco Silvano Dominici, la relazione più attesa è stata quella dell’ex assessore provinciale all'agricoltura, Dario Pallaoro che ha fatto rivivere i decenni difficili trascorsi da Salvaterra alla guida dell’ufficio agricoltura di Cles. «Anni di cambiamento che ora possono apparire facili, ma allora era difficile, tra contrarietà e diffidenze, passare da un mondo dove ogni famiglia contadina aveva in stalla due o tre mucche (e la frutticoltura era estensiva perché serviva soprattutto il foraggio) all'attuale sistema di produzione e vita in campagna. Un cambiamento epocale di cui Salvaterra, è stato un intelligente motore di idee, sperimentazioni e conquiste. Una storia ora superata ma che è doveroso ricordare per sapere da dove viene l’attuale benessere della valle agricola» ha conluso Pallaoro.

Commovente il ricordo di Pio Lorenzetti, già vice di Salvaterra e suo successore a capo dell'ufficio di Cles, e quindi di Renzo Nicolodi, uno dei maggiorenti della Dc nonesa di quegli anni in cui ci si divideva tra dorotei (che facevano capo ad Enrico Pancheri, pure lui di Romallo ) e kessleriani che avevano come riferimento il solandro Bruno Kessler.

Salvaterra di Romallo è anche stato sindaco, e come ha ricordato Nicolodi, in questo ruolo (esaurita la stagione da senatore, due legislature) era arrivato dopo gli anni tumultuosi della Romallo “rossa” con la sindaco Caterina Dominici. La Dominici, presente in sala ha poi rivendicato continuità tra la sua amministrazionee (controcorrente, all'epoca) e quella di Salvaterra di cui ha sottolineato i meriti per aver portato a Cles (assieme con il sindaco Giacomo Dusini) le scuole superiori autonome. (g.e.)













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