Prezzi gonfiati, guerra tra immobiliaristi 

Il mercato delle case. Il caso sollevato dal nostro giornale dei “valori Omi” inspiegabilmente più alti dei reali valori degli immobili scatena accuse incrociate tra le associazioni. Anama: «Agenzia delle entrate è controllore e controllato». Fimaa: «Noi guardiamo il mercato»

di Fabio Peterlongo

Trento. «Sul valore degli immobili l'Agenzia delle Entrate è "controllore e controllato". È grave che gli accertamenti del valore degli immobili si basino sui valori Omi fondati non sugli atti notarili ma sui prezzi pubblicati nelle pubblicità immobiliari».

Il presidente di Anama (Agenzia Nazionale Agenti e Mediatori d'affari) Marco Gabardi mette nel mirino l'Agenzia delle Entrate: l'accusa (Trentino di ieri) è che i valori Omi, cruciali per definire il valore di un immobile ed indicati da un ente strumentale della stessa Agenzia delle Entrate, siano gonfiati fino al 40% e a malapena aggiornati per non deprimere il mercato.

Gabardi mette nel mirino anche i concorrenti della Fimaa (Federazione Mediatori e Agenti d'affari), che pubblica la "Guida Casa", giudicata la "Bibbia" per districarsi tra i valori immobiliari: «Fimaa si prenderà le sue responsabilità, ma la sua "Guida Casa" si basa sui valori Omi proposti dall’Osservatorio del mercato dell'Agenzia delle Entrate. Tra i professionisti, c'è chi guarda questa ed altre guide redatte dalle associazioni e chi no. Si preferisce basarsi sul proprio archivio storico fondato sugli atti notarili».

Dal canto suo, il presidente Fimaa Severino Rigotti respinge l'accusa: «La nostra "Guida" si basa sui valori di mercato, che non coincidono necessariamente con le perizie. È il mercato a decretare il prezzo degli immobili e noi lo registriamo».

La commissione che per Agenzia delle Entrate aggiorna i valori Omi si è riunita a gennaio e con una decisione senza precedenti 11 delegati su 13 si sono rifiutati di firmare l'aggiornamento. Tra i due favorevoli, c'è stato il delegato Fimaa. Rigotti ribatte all'accusa di conflitto di interessi in seno alla commissione: «Non ne facciamo parte solo noi, ma anche la stessa Anama e le altre associazioni del territorio».

Tornando ad Anama, proprio Gabardi riporta la vicenda di un associato, oggetto di un'indagine su un presunto "nero" ottenuto durante una compravendita. L'acquirente ha acquistato un immobile ad un prezzo inferiore al valore teorico e si è ipotizzato che la differenza tra valore pagato e valore ipotetico sia stato evaso al fisco. Ma l'interessato ha attivato un perito che avrebbe dimostrato che i valori Omi dell'immobile sarebbero stati sproporzionatamente alti rispetto al valore reale. «Allargando l'indagine, i periti hanno rilevato che i valori Omi sono tenuti artificiosamente alti in numerosi comuni del Trentino e a malapena aggiornati - ha spiegato Gabardi - Chi vuole vendere casa chiede sempre un prezzo più alto dell'effettivo valore, perché si fa influenzare dalle guide e dalle pubblicità, gonfiate proprio dai valori Omi che non sono calcolati con metodo scientifico o peritale».

Ricostruzione smentita da Rigotti: «Gli esami peritali raramente riflettono il valore reale dell'immobile, perché è solo il mercato che decreta quanto vale. Qui ci troviamo di fronte ad un contenzioso di parte, con un privato che con un tecnico cerca una strada che gli dia ragione».

Insomma, la questione (come era facilmente prevedibile) sta facendo ribollire il settore, ma condizionati dai valori Omi non sono soltanto gli immobiliaristi ma tutti quei professionisti che - per lavoro - girano attorno al mondo delle compravendite immobiliari: da ingegneri, architetti e notai fino agli avvocati e magistrati contabili che si ritrovano a seguire procedimenti che rischiano di basarsi su dati fuorvianti, in grado di “gonfiare” non solo il valore di un singolo immobile, ma anche di determinare pene pecuniarie e risarcimenti a carico dei cittadini più alti di quanto effettivamente dovuto in base al mercato. Tutto questo mentre ancora si attende una presa di posizione da parte dell’Agenzia delle entrate e del Mef nei cui confronti il premier Conte - in una lettera al Garante del contribuente - ha promesso delle ispezioni.

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