Ponte dei Servi, come farlo rivivere

Domani a Ponte Arche, un incontro sul progetto di riqualificazione con le assessore Ferrari e Borgonovo Re

TERME DI COMANO. Importante la serata culturale su un manufatto tristemente noto non solo nelle Giudicarie, ma anche fuori: il ponte dei Servi, nei pressi delle Terme di Comano, che scavalca la Sarca in uno dei punti più impervi. La notorietà deriva non tanto dall'altezza, ma dal fatto che si presta purtroppo al suicidio, per via del luogo discosto e dell'idea di vuoto che esso immediatamente trasmette. Un argomento che fino a qualche tempo fa, in Giudicarie, era tabù. Merito di aver voluto affrontare il fenomeno troppo a lungo rimosso, è dell’Associazione “Officina dei sogni” e di Pietro Amorth, che ha organizzato un incontro l’anno scorso, presentando un progetto intitolato “Il Ponte di speranza” e che afferma nella presentazione: «I fattori suicidari nella Valli Giudicarie sono reali, concreti ed essendo tali,devono essere presi in considerazione senza se e senza ma, e senza puntare il dito. Quando uso il termine “devono”, intendo parlare di quella spinta, quel sentimento che metta la persona nella condizione di agire su un bisogno primario, che c’entra con il “noi” » .

Per questo viene riproposto un nuovo incontro, alla sala conferenze del Grand Hotel Terme di Comano, alle 20.30 di domani, alla presenza di due assessore provinciali (Ferrari e Borgonovo Re), per riparlare del progetto di riqualificazione del ponte.

«Con il progetto di intervento - scrive l’architetto Federico Morelli - si intende promuovere gli aspetti suscettibili di una valorizzazione in senso turistico che il manufatto del ponte nel suo contesto può offrire. Tale idea si traduce nella realizzazione di una passerella sospesa sotto il piano stradale in grado di dare una vista panoramica sulla forra erosa dalla Sarca con la possibilità di esercitare lo sport di arrampicata sportiva su parete artificiale a fianco della struttura ad arco e, rispondendo all’esigenza di consentire l’attraversamento della forra al traffico ciclabile, di una struttura a sbalzo che ne consenta il raggiungimento alla parte nord della gola. L’opera nel suo impianto risponde a funzioni di sicurezza e dispone di sistema di scoraggiamento al suicidio fermo rimanendo che il miglior modo per contenere il verificarsi di tali estremi atti è rendere il Ponte del Doss da Servi luogo praticato».

Previste relazioni di Raffaele De Col, dirigente del dipartimento lavori pubblici della Provincia, e dei due assessori provinciali Sara Ferrari, all'università, ricerca e cooperazione, e Donata Borgonovo Re, alla salute e solidarietà sociale. Modera Margherita Cogo.

Il ponte detto dei Servi, che unisce la SP 33 con la statale del Caffaro, viene realizzato nel 1909, quindi ristrutturato in ferro e inaugurato nel 1923. In seguito, viene interamente rifatto nel 1956, è uno dei più alti del Trentino, lungo 72 m. e alto 85 m. (g.ri.)