Polese a nuoto attraverso il lago di Lugano

SEGONZANO. Giorgia Polese ce l’ha fatta a compiere una vera impresa, la traversata del lago di Lugano. E’ partita sabato a mezzanotte da Agno, in Svizzera, ed è arrivare a Porlezza, in Italia, dopo...



SEGONZANO. Giorgia Polese ce l’ha fatta a compiere una vera impresa, la traversata del lago di Lugano. E’ partita sabato a mezzanotte da Agno, in Svizzera, ed è arrivare a Porlezza, in Italia, dopo aver nuotato ininterrottamente per 32 chilometri, coperti in 17 ore e 32 minuti.

La Polese, residente a Segonzano e di professione cameriera (a Baselga di Pinè), aggiunge così un nuovo successo a un carniere che, nel nuoto lunghe distanze, comprende le traversate del Lago d’Iseo, d’Idro, del lago Maggiore da Luino ad Ascona, e del Lago di Garda da Garda a Sirmione.

Al lago di Lugano, la Polese è stata assistita dal punto di vista nutrizionale dal dottor Giorgio Martini, farmacista di Cembra che ogni ora l’ha nutrita secondo un preciso programma di integrazione alimentare, monitorando lo stato di salute dell’atleta. Per garantire la sicurezza della nuotatrice, vi era un’imbarcazione della Società svizzera di Salvataggio di Lugano.

Giorgia ha affrontato solo sporadici momenti di difficoltà, dovuti a un crampo, al sonno e a una pinna che le procurava un dolore acuto a un piede. A guidare Giorgia, che nuotava seguendo una boa luminosa trainata da un canoista, vi era il Gruppo dei Canoisti Ticinesi. Un gommone del Club Canottieri Lugano aveva poi a bordo il cameraman e fotografo trentino Filippo Angeli, accanto allo stesso Martini. Infine, la Polese (che ha nuotato in stile libero usando un boccaglio frontale che evitava movimenti di torsione del collo) era preceduta da un motoscafo con a bordo viveri, materiali di scorta e di assistenza.

Giorgia Polese ha voluto dimostrare come una nuotatrice non professionista possa raggiungere grandi risultati con un forte impegno fisico e mentale, supportata da uno staff tecnico.













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