LA STORIA

Orto Allegro: a Spini l’agricoltura è a Km zero 

L’azienda di famiglia. Lorenza Mattedi ha deciso di proseguire il lavoro ideato dalla mamma, scomparsa da poco.

"In azione" oltre a 150 galline che producono un’ottantina di uova

di Daniele Peretti

Trento. “Orto Allegro”, di questi tempi il nome non poteva essere più appropriato per cercare di portare il sorriso nelle case dei trentini. L’idea è di Lorenza Mattedi, che da una decina di giorni si è ritrovata a gestire l’azienda agricola di famiglia insieme a papà Renzo, all’indomani della morte della mamma Liliana che era l’anima commerciale dell’azienda. Ci sono 150 galline che producono un’ottantina di uova al giorno, poi la verdura, i campi da coltivare, ma con i mercati chiusi non si poteva più vendere nulla.

Gardolo, quando l'orto è "Allegro" piace di più. Soprattutto se ci sono anche 150 galline

A Spini di Gardolo Lorenza Mattedi ha deciso di proseguire il lavoro ideato dalla mamma, scomparsa da poco (foto Daniele Mosna - agenzia Panato). LEGGI L'ARTICOLO



«Per fortuna che qualche mese fa ho frequentato il corso di Digital Marketing organizzato da Coldiretti – racconta Lorenza Mattedi – così ho messo mano alla mia pagina Facebook creando “Orto Allegro”, ho contattato i clienti dei mercati contadini e ho iniziato le consegne a domicilio». Potremmo dire che si fa di necessità virtù ed ecco nascere la consegna a Km0 di verdura e uova che Lorenza porta personalmente nelle case di Trento Nord, Spini, Lavis, Zambana, Nave San Rocco, spingendosi fino a Mezzocorona: arrivano i prodotti di “Orto Allegro, ma non senza qualche timore: «Sinceramente ho paura ad entrare nelle case. Resto sulla porta a distanza di sicurezza, consegno e incasso velocemente. Ma in questi momenti di difficoltà qualcosa me lo dovevo inventare. Le galline continuano a fare le uova e l’alternativa era buttarle e lo stesso la verdura l’avrei dovuta lasciare appassire nei campi». Il prodotto più richiesto? Di certo le uova: «Sono tutte di giornata come la cicorietta che un prodotto di stagione. Vedo che i clienti apprezzano e tornano ad ordinare, il problema è che sono ancora inesperta e devo organizzarmi bene».

L’anima dell’azienda agricola era la mamma Liliana che guidava anche da sola il furgone per raggiungere Riva del Garda e i mercati più lontani, ma a pochi giorni dalla sua scomparsa Lorenzo e Renzo si sono trovati costretti a dare un futuro all’azienda: «Abbiamo anche pensato di mollare tutto, ma la mamma ci teneva troppo a questa attività. Allora ci siamo rimboccati le maniche e così papà lavora in campagna e mi da una mano a preparare le borse delle spese e io vado a consegnarle». Dal lunedì al sabato, domenica riposo e sono anche dieci le consegne giornaliere. «Non è semplice, ma ogni volta che parto per andare dai clienti sento la vicinanza di mia mamma».