COMMERCIO

Negozi, linea morbida della Provincia: aumentano le deroghe domenicali 

L’assessore Failoni: «Pronti alla modifica per l’anno in corso, visto che la legge ha dimezzato la possibilità di tenere aperte le attività nei mesi di maggior interesse». A beneficiarne saranno soprattutto Trento e Rovereto, in settimana il confronto con le associazioni

di Gianpaolo Tessari

Trento. La giunta provinciale è pronta a modificare, in via transitoria, la discussa legge che regola le chiusure dei negozi alla domenica. Per il solo anno in corso le aperture festive potrebbero aumentare a Trento e a Rovereto (e negli altri centri oggi esclusi) dalle attuali 9 a 11, massimo 12, nel semestre in corso: «Ci ragioniamo nei giorni prossimi con le tre associazioni che rappresentano il commercio» anticipa l’assessore di merito, Roberto Failoni. «Si tratterà nel caso di una modifica limitata al 2020, a questo semestre, per il fatto che la legge è entrata in vigore a luglio. Ed ha lasciato 9 domeniche, delle 18 previste in totale, alla seconda parte dell’anno. Ed è in questo periodo dell’anno, novembre e dicembre con le feste natalizie in particolare, che il commercio ha il suo periodo più importante. Ragioniamo, ripeto,++ solo su questo secondo semestre che ha molte festività importanti. Dal 2021 invece tutte le 18 domeniche di apertura potranno essere pianificate con tranquillità in anticipo, destinandone una percentuale maggiore ai mesi considerati più interessanti» osserva Failoni che ha anche la delega al commercio.

La giunta guidata dal governatore Maurizio Fugatti dunque non ha in animo un clamoroso dietrofront ma un adeguamento sì. Dettato da un cambio delle regole sulle aperture avvenuto nel corso dell’anno: prima suggerito dalla pandemia poi da un ragionamento che ha messo assieme il ritorno alla fruizione della festa con un cambiamento del modo di fare la spesa. Un approccio antropologico-filosofico che non tutti hanno apprezzato.

Va detto che sul numero delle aperture in più il ragionamento è appena iniziato: da una parte c’è chi spinge per un allargamento della finestra da 9 a 12, mentre per altri una sola apertura festiva in più sarebbe già sufficiente. Forse si troverà la quadra a metà strada: passare da 9 ad 11 aperture farebbe la differenza nei grandi centri ad oggi esclusi, significherebbe avere tutte le festività dello shopping di dicembre, ovvero cinque. Considerarne altre 3 a novembre e, con l’aumento ad 11 festività, ne rimarrebbero altre 3 da mettere poi in calendario tra settembre e ottobre, dove ci dovrebbero essere (pandemia permettendo) i festival di grande richiamo nel capoluogo.

Se si troverà l’accordo poi si penserà alla formula per dare una risposta in tempi brevi al tema: la via scelta dall’amministrazione provinciale potrebbe essere un emendamento da inserire nella legge di assestamento (che tradizionalmente si trasforma in una sorta di omnibus) che approderà in aula del Consiglio provinciale tra 10 giorni. 

Proprio sulla legge sul commercio che regola le chiusure festive l’assessore Failoni venerdì scorso aveva fatto alcune precisazioni con una circolare. Di fatto il documento dell’amministratore della Lega aveva puntualizzato che «la programmazione delle giornate di deroga viene effettuata dal singolo Comune, previo parere delle associazioni dei consumatori riconosciute a livello locale, delle associazioni datoriali del commercio e delle organizzazioni sindacali».

E ancora. «I negozi multiservizi hanno facoltà di apertura durante tutte le domeniche e festività dell'anno, indipendentemente dal Comune nel quale risultano insediati.Si precisa poi che per esercizio specializzato si intende un esercizio che vende in modalità prevalente la tipologia di prodotto elencata. Per generi di gastronomia di produzione locale si intendono i generi alimentari prodotti in Trentino o caratteristici per le località, ad esempio la polenta di Storo, i canederli, speck o formaggi di produzione locale. Si chiarisce infine che i centri commerciali al dettaglio, insediati nei Comuni non classificati ad elevata intensità turistica o attrattività commerciale/turistica, osservano le chiusure domenicali e festive in modo uniforme per l'intera struttura commerciale, anche se al loro insediamento sono previsti singoli esercizi di vendita che potrebbero rientrare tra i negozi aperti la domenica». Ora potrebbe arrivare invece la novità delle domeniche in più.