Morta con il bob, il giudice: paga il rifugio
TENNO. Per la tragica morte di Luisa Marocchi, la giovane di 22 anni che morì a bordo del bob schiantatosi contro un albero in una notte al ritorno della cena al rifugio Viviani con altri amici, il...
TENNO. Per la tragica morte di Luisa Marocchi, la giovane di 22 anni che morì a bordo del bob schiantatosi contro un albero in una notte al ritorno della cena al rifugio Viviani con altri amici, il proprietario del locale dovrà risarcire i genitori della ragazza. Lo ha stabilito il Tribunale civile, dopo che nel procedimento penale il giudice condannò il gestore del rifugio con una pena minima di 4 mesi. Ora, la sentenza del giudice Roberto Beghini ha stabilito, riconoscendo ai genitori della ragazza il risarcimento, che i gestori che avevano offerto il pacchetto della cena, con salita e discesa a valle, avrebbero dovuto preoccuparsi delle condizioni in cui le ragazze (Luisa Marocchi era in compagnia di un’amica con la quale rimase indietro, per imboccare poi la pista sbagliata, finendo per schiantarsi contro un albero) affrontavano il viaggio di ritorno. E poco importa se le giovani avessero bevuto, la sentenza infatti ha riconosciuto che il titolare e la società che gestiva il rifugio aveva la responsabilità di far arrivare il gruppo di clienti sano e salvo a destinazione. Così le parti, difese dagli avvocati Stefania Turroni e Diego Dorna, sono state condannate a risarcire la famiglia con una cifra consistente.