«Meglio vivere in auto che separati» 

La storia. Luigi e Giuseppina hanno abitato da giugno in un alloggio del Comune a Ravina, che in inverno è destinato solo alle donne senza tetto Hanno cercato (fin qui senza successo) una sistemazione a basso prezzo. E così da domani torneranno a passare le notti in macchina 

di Fabio Peterlongo

Trento. «Meglio vivere in macchina che separati». Così Luigi Esposito e Giuseppina Della Bruna da domani si ritrovano nuovamente ad abitare nella loro automobile. Hanno respinto la proposta dei Servizi sociali del Comune che prevedeva una separazione provvisoria. Giuseppina sarebbe rimasta nell'appartamento di Ravina dove i coniugi hanno abitato da giugno: nei mesi invernali avrebbe tuttavia condiviso l'appartamento con le donne senza-tetto del "progetto freddo", mentre il marito sarebbe stato spostato in un'analoga sistemazione. Proposta irricevibile per i coniugi. Lei, 54 anni, ha una seria invalidità del 46% e lavora part-time presso una cooperativa dove realizza bottoncini per strumenti musicali, dietro il compenso di 4 euro l'ora. Lui, 52 anni, ha perso tre anni fa il lavoro alla Sodexo e riceve il reddito di cittadinanza, 391 euro mensili. In seguito allo sfratto per morosità ad aprile, hanno vissuto in macchina per due mesi con i loro gatti ed un cane. Si sono rivolti al Gattile per un aiuto con i mangimi e l'associazione ha reso pubblica la vicenda. Lo spiega Fabrizia Bort, componente del Comitato Laici Trentini per i Diritti civili: «Sono lavoratori che attraversano un periodo di grande difficoltà. È necessario che le istituzioni diano delle risposte». L'intervento dei Servizi sociali ha fatto in modo che i coniugi entrassero nel piccolo appartamento a Ravina, per il quale la coppia pagava 200 euro al mese. E lo stesso Comune ha mediato per far avere a Luigi una proposta lavorativa, che però ha ritenuto irricevibile. «Era un lavoro a chiamata presso una cantina, non garantiva nessuna stabilità - spiega Bort - Ed hanno deciso di continuare a percepire il reddito di cittadinanza». La coppia è senza figli e difficilmente potrà concorrere per una casa Itea. È questo il punto sollevato da Jacopo Zannini, consigliere comunale di Altra Trento a Sinistra: «Non è ammissibile che non esistano programmi dedicati alle nuove povertà, ai lavoratori impoveriti dalle crisi. Ci sono tanti appartamenti vuoti». La famiglia lancia un appello pubblico, chiedendo che qualche privato offra loro un alloggio a Trento. Spiega Bort: «Luigi e Giuseppina sono in grado di pagare una somma per l'affitto». Bort ha lamentato le carenze del mondo della solidarietà: «Per il fatto di avere un piccolo reddito hanno ricevuto tante porte in faccia dalle associazioni caritatevoli. Abbiamo chiesto un incontro anche al vescovo, la Curia possiede tanti immobili...», chiosa Bort sibillina. L'assessora alle politiche sociali Mariachiara Franzoia ha sottolineato gli sforzi del Comune: «Abbiamo proposto delle soluzioni lavorative e abitative, mediando perché la signora avesse il lavoro protetto che ora ha. Abbiamo proposto un lavoro per lui, che però ha rifiutato. È una situazione al limite, che certamente provoca preoccupazione, ma il Comune ha cercato soluzioni valide per un momento di transizione». Un’offerta di un privato sembrava arrivata negli ultimi giorni ma poi la persona si è tirata indietro. Da domani c’è di nuovo solo la macchina dove dormire. Insieme.