Mascherine, istruzioni  per l’uso e la sanificazione 

I consigli. Il dottor Bruno Bizzaro, presidente dell’Ordine dei farmacisti del Trentino, spiega come utilizzare i presidi: «Una volta messe non vanno toccate. Ma la distanza rimane essenziale»

di Luca Petermaier

trento. Mentre attendiamo di ricevere le mascherine che il governatore Maurizio Fugatti ha promesso di farci arrivare a domicilio, sarebbe bene cercare di capire come usarle in modo appropriato. Perché, diciamocelo, sulle mascherine si sta facendo una gran confusione (oltre a non trovarle), confusione alimentata anche dai messaggi contraddittori («non servono a chi è sano...») che le autorità sanitarie hanno seminato a piene mani all’inizio di questa emergenza.

E invece no, contrordine: le mascherine servono. Eccome se servono. E servono anche se non si è medici o infermieri perché (assunto banale) se tutti le indossiamo il rischio di contagio crolla in modo verticale. E allora, grazie alle preziose indicazioni del dottor Bruno Bizzaro, presidente dell’Ordine dei farmacisti, cerchiamo di rispondere alle domande più frequenti (ma anche banali) che il comune cittadino si pone.

Quali sono le caratteristiche dei vari modelli?

Quelle con la sigla Ffp hanno efficacia filtrante diversa. Le Ffp2 hanno efficacia filtrante al 92%. Le Ffp3 al 98%. Sono quelle più indicate per la protezione dal Covid-19.

Cambia se hanno la valvola?

Sì. Le mascherine con valvola proteggono dall’esterno chi le indossa. Ma se chi le indossa è contagioso, attraverso la valvola può contagiare gli altri. Diciamo che sono indicate per chi va a contatto con il malato non per quest’ultimo.

Le mascherine chirurgiche, invece, che tipo di efficacia protettiva hanno?

Frangono il flusso delle goccioline di saliva emesse da chi le indossa. In sostanza proteggono gli altri da noi che le indossiamo.

Proteggono anche in ingresso?

Sì, possono offrire una minima protezione anche dall’”aerosol” delle goccioline di saliva che arrivano dall’esterno, ma solo a debita distanza.

Ci sono dei marchi che le rendono più sicure?

Dovrebbero avere il marchio “Ce”, come massima garanzia.

Le mascherine monouso possono essere sanificate e riutilizzate?

L’ideale sarebbe cambiarle ogni volta. Ma se non possiamo farlo si possono anche sanificare.

Come?

Secondo le indicazioni (ad uso interno) dello Stabilimento chimico militare farmaceutico viene spiegata la possibilità di sanificarle. Bisogna riporre la mascherina su una superficie pulita con la parte esterna verso l’alto. Quindi la si spruzza con una soluzione di alcol (anche denaturato) e la si lascia riposare per almeno un minuto. Si ripete questa operazione anche per la parte interna, dopodiché la sia lascia arieggiare per togliere l’odore e far evaporare l’alcol. Questo è un metodo non codificato da nessuno, ma proviene comunque da una fonte autorevole.

Lei fa così?

Io faccio proprio così, anche perché nemmeno io ne posseggo tante. È chiaro che questa operazione non può essere ripetuta troppe volte e se ci si accorge anche della minima usura, la mascherina va eliminata.

Questa procedura vale per tutti i tipi di mascherine?

In linea generale sì. Su quelle che hanno il filtro, però, va sostituito anche quest’ultimo.

Nel corso della giornata dopo quanto la mascherina chirurgica va sostituita?

Quattro-cinque ore.

La mascherina può essere spostata dalla bocca, magari per parlare? Può essere abbassata sul collo?

Assolutamente no. Una volta posizionata su naso e bocca la mascherina non va più toccata. Assurdo spostarla per parlare. E se dobbiamo cambiarla va tolta prendendola dagli elastici. Dobbiamo sempre pensare che possa essere potenzialmente contaminata.

È vero che chi ha la barba lunga rischia di essere meno protetto?

Sì, è vero. Chi ha la barba è meglio utilizzi quelle chirurgiche, che sono più elastiche. Le Ffp2 e le Ffp3 sono rigide e rischiano di non aderire bene al volto.

La mascherina consente di ridurre le distanze dalle persone?

No, è sempre bene mantenere almeno 1 metro e mezzo di distanza. Diciamo che la mascherina riduce il rischio di contagio, ma non lo elimina del tutto.

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