siccità

Manca acqua: Garda e Adige mai così “asciutti” a gennaio

Nel canale della Rocca, a Riva, le barche toccano il fondo. E domenica il fiume era a metà della portata media


Luca Marsilli


TRENTO. Il 15 gennaio apre la pesca alla trota sul lago di Garda. Un rito che in Trentino riguarda ormai solo una ventina di persone: barcaioli di Riva e di Torbole (due scuole di pesca storicamente antagoniste) che ogni anno alle 12 (ora di apertura della stagione) si ritrovano a trainare le loro tirlindane tra il golfo di Riva e Navene in sponda est, o Limone in sponda ovest. Domenica la partenza di tre barche dal canale della Rocca, a Riva, ha visto evoluzioni e manovre che i molti a passeggio guardavano con grande interesse ma senza capire: marcia avanti e indietro per curvare sfruttando solo la parte interna del canale, vicino alle altre barche ormeggiate. La ragione è sorprendente: sulla parte esterna ci sono alcuni massi che si alzano di una ventina di centimetri dal fondo. E in questi giorni, cosa mai vista in inverno, le barche non riescono a passarci sopra senza toccare col piede del motore. Negli ultimi 20 anni era già successo qualche volta, ma sempre al termine di estati siccitose. A gennaio, quasi mai.



I dati confermano la memoria dei barcaioli rivani. Il lago di Garda ieri aveva un livello di 45 centimetri sopra la zero idrometrico. Un metro in meno dei valori massimi storici (i 146 centimetri del gennaio 1961) ma soprattutto 45 centimetri meno della media degli ultimi 65 anni: tra il 1950 e il 2015, si attesta a 90 centimetri sopra la zero. Siamo peraltro molto vicini al minimo mai registrato: i 31 centimetri del 2002. Con un dato che rende però la situazione di oggi forse peggiore rispetto a quella di allora: nell’inverno 2001/2002 a un autunno secco era seguito un periodo straordinariamente freddo. Tutto dicembre e la prima metà di gennaio. Il gelo aveva bloccato in quota, sotto forma di ghiaccio e di neve, l’acqua che a fine gennaio avrebbe ripreso la via del lago. Quest’anno l’inverno è stato al contrario straordinariamente caldo. In assenza di precipitazioni importanti nelle prossime settimane, la situazione del Garda non può migliorare.

Lo stesso discorso, purtroppo, vale anche per l’Adige. Che pure sta toccando livelli straordinariamente bassi. Nell’ultimo fine settimana (il livello del fiume ha un suo andamento costante: con la drastica riduzione di utilizzo delle centrali elettriche del sabato e della domenica calano gli afflussi dalle valli lateriali e, con un ritardo di una mezza giornata, anche l’Adige tocca i suoi minimi) è arrivato a 8 centimetri sopra lo zero idrometrico. Il minimo è stato toccato alle 20 di domenica, ma già sabato nel tardo pomeriggio era a 10 centimetri sopra lo zero. Ragionando in portate: 61,74 metri cubi al secondo, misurati al ponte di San Lorenzo, a Trento, sabato sera e 59,24 metri cubi al secondo domenica. Quasi la metà della portata massima di lunedì: con 47 centimetri sopra lo zero idrometrico, alle 6 di mattina passavano sotto il ponte di San Lorenzo 115,47 metri cubi di acqua al secondo. È la punta massima toccata negli ultimi sette giorni. E non era nemmeno durata molto: alle 21 di lunedì la portata era nuovamente scesa a 18 centrimetri sopra lo zero idrometrico e 72,2 metri cubi al secondo. Perché il discorso che vale per i diversi giorni della settimana, vale anche per le diverse ore del giorno: l’Adige ha una «stagionalità» che dipende dalla quantità delle precipitazioni e dalle temperature, ma ha anche delle dinamiche giornaliere e settimanali che dipendono dalla richiesta di energia elettrica. La portata aumenta al mattino, quando le industrie e il terziario chiedono energia e cala nel pomeriggio fino a toccare i suoi minimi di notte. Al mattino si ricomincia.

Chiarito questo, comunque, la situazione del fiume in questo mese è straordinariamente povera di acque. Gennaio è da sempre uno dei mesi peggiori per le portate: il secondo, dopo febbraio. Ma la media di gennaio è di 109 metri cubi al secondo: un buon 30 per cento in più delle portate attuali. Non siamo al minimo storico per gennaio, fissato a 49 metri cubi al secondo di portata, ma nemmeno troppo lontani: se nei prossimi giorni, come pare, arriverà un calo importante delle temperature, è probabile che si possa vedere il fiume calare ulteriormente e avvicinarsi a quel record, se non superarlo.

















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