Malore sul camion Panico in centro città
Un autista di Vallarsa ha perso il controllo del mezzo in via Setaioli: salvi per miracolo gli studenti e gli alunni che stavano per uscire da scuola
ROVERETO. Una decina di minuti. Se quanto accaduto ieri in centro fosse accaduto solo una decina di minuti più tardi, ora saremmo qui a scrivere di una strage di dimensioni difficilmente immaginabili. Un camion ormai privo di controllo, infatti, ha seminato paura e distruzione tra via Setaioli, via Dante e via Cavour una decina di minuti prima che, quelle stesse strade, fossero gremite da centinaia di ragazzi e bambini appena usciti da scuola.
All’origine di tutto il malore che ha colto Adriano Cobbe, cinquantaduenne imprenditore della Vallarsa, mentre alla guida del suo camion stava attraversando la città, diretto in officina. Qualche metro dietro di lui, testimone impotente dello sconquasso seminato dal mezzo pesante, il figlio Giorgio, al volante di un pick-up. Cobbe, che a Piano di Vallarsa tutti chiamano “Kennedy” ed è personaggio molto conosciuto in tutta la zona, aveva appena imboccato via Setaioli quando una terribile fitta al cuore - un’aritmia - lo ha fatto accasciare sul volante del suo Scania blu. La velocità era ridotta, ma il notevole peso del camion lo ha fatto proseguire per inerzia per diverse centinaia di metri, in una sequenza di schianti e boati che pareva uscita da un film hollywoodiano. Prima, le enormi ruote sono salite sul marciapiede di destra e lo Scania è passato proprio davanti al cancello dell’istituto Barelli, abbattendo le barriere proteggi pedone come fossero di burro, proseguendo la sua folle corsa verso il lato sinistro della carreggiata. Come una gigantesca e letale pallina da flipper , il camion è finito contro alcune vetture parcheggiate. Una Ford Focus e una Ford Ka che hanno riportato danni ingentissimi e, con tutta probabilità, sono da buttare. Ma la devastazione era solo all’inizio. Lo Scania, infatti, è andato a sbattere contro il grande edificio giallo che, sempre sulla sinistra della via, ospita i numeri civici 20, 22 e 24. Davanti al portone del 22, ha spazzato via il palo che sorreggeva un piccolo cartello di divieto di sosta e, cosa assai più grave, ha lesionato una conduttura del gas e spezzato i piantoni che reggevano uno dei balconi del palazzo. Poi, il camion, ha puntato contro mano verso l’incrocio. In quel momento, dall’altra parte dell’intersezione, al volante del suo furgone in attesa del verde c’era Franco Aste, compaesano di Cobbe e titolare della ditta «Nordest Costruzioni». Aste ha capito subito che il camion lo avrebbe centrato in pieno e, con una disperata manovra, ha cercato di spostarsi sulla sinistra della carreggiata. Una mossa che forse gli ha salvato la vita: lo Scania ha sì centrato il camioncino, ma nella parte posteriore, facendolo girare di quasi 180 gradi. E Aste se l’è cavata con una botta alla spalla. Il gigante blu è poi salito nuovamente sul marciapiede, stavolta quello all’angolo delle scuole elementari Regina Elena, ha abbattuto le barriere che proteggono l’entrata della scuola, poi ha sbriciolato parte delle scale laterali, ha abbattuto due piante, rovesciato una campana del vetro e poi, s’è finalmente fermato contro un muro, in via Cavour. A quel punto Giorgio Cobbe, ha potuto soccorrere il padre e lanciare l’allarme. Sul posto sono arrivati sanitari di due ambulanze del 118, qualche istante dopo è arrivato anche l’elicottero di Trentino Emergenza che, in hovering sull’incrocio, nel frattempo affollatissimo, ha calato medico rianimatore e infermiere. A lungo, i sanitari si sono prodigati per strappare alla morte Adriano Cobbe, che non dava segni di vita. Alla fine, dopo lunghi tentativi di rianimarlo, il suo cuore ha ripreso a battere, l’imprenditore è stato trasferito al Santa Chiara. Le sue condizioni sono molto gravi e la prognosi è riservata. Sul posto, oltre alle squadre dei vigili del fuoco, subito al lavoro per mettere in sicurezza le condutture del metano, transennare le zone pericolose e ripulire dai detriti strade e marciapiedi, anche una volante del Commissariato e i carabinieri del Radiomobile, che hanno ascoltato i testimoni dello sconquasso e compiuto i rilievi di rito.
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