Lega e 5 Stelle: «Abolire il Cinformi» 

Degasperi: «Basta business, oggi discriminati i trentini». Fugatti: «Stop corsi e trasporti gratis. Rivedere la gestione diffusa»



TRENTO. Abolire il Cinformi (il Centro informativo della Provincia che si occupa degli immigrati) e superare il modello trentino di accoglienza. Su un tema delicato e cruciale come la gestione dei profughi, i programmi di Lega e M5S - alleati di governo a Roma ma concorrenti alle provinciali del 21 ottobre - convergono e mettono in discussione le scelte operate dalla giunta provinciale uscente in questi anni. E se della sicurezza e dello stop agli sbarchi la Lega ha fatto uno dei suoi cavalli di battaglia, la posizione dei pentastellati appare meno scontata. Una posizione che preoccupa molti di coloro - dalle Comunità di accoglienza alla Caritas - per i quali il Trentino non può arretrare sull’accoglienza.

Ma cosa propongono i programmi del centrodestra e dei 5 Stelle? «Noi siamo convinti che sulla gestione dei profughi si possa risparmiare», spiega Maurizio Fugatti, candidato presidente del centrodestra, «quello che Cinformi sta facendo oltre all’ordinaria e dovuta amministrazione verrà ridimensionato ed eventualmente cancellato». Che cosa, esattamente? Fugatti cita due esempi: «Chiamare aziende per piazzare i profughi a lavorare è una forma di assistenza che non può esistere. Se il Cinformi fa attività extra (dai corsi di italiano all’educazione civica) che esulano dagli obblighi e sforano i 35 euro (la somma che lo Stato passa al giorno alla Provincia per ogni profugo, ndr), tutto ciò verrà cancellato. Si è fatto troppo e questo ha creato un business». Altro esempio: «Se saremo al governo, basta profughi che viaggiano a sbafo sugli autobus, magari per andare a spacciare in piazza Dante». «Siamo fortunati - prosegue Fugatti - grazie alle politiche del governo andremo incontro a un periodo dove ci saranno meno arrivi, a meno che non scoppi una nuova Primavera araba, e questo ci consentirà di rivedere anche la gestione diffusa dei richiedenti asilo, comprese le risorse spese per pagare lauti affitti a chi mette a disposizione gli appartamenti privati. Una gestione che secondo la Provincia rientra nel budget previsto dallo Stato ma che ha creato problemi sul territorio».

Al capitolo «sicurezza», pagina 17 del programma, il M5S annuncia: «Si procederà subito allo smantellamento della struttura del Cinformi, fonte di storture e di una gestione discutibile. Sarà sostituita con una struttura che garantisca informazioni complete e supporto a tutti i cittadini a prescindere dalla nazionalità. Tenuto conto della crescita esponenziale e del livello raggiunto (17,7 milioni nel 2017 rispetto agli 1,3 milioni del 2014) gli stanziamenti per l’accoglienza saranno fortemente ridimensionati e parametrati esclusivamente alle risorse messe a disposizione dallo Stato». «Si procederà altresì all’attivazione di programmi di integrazione rigorosi da cui chi delinque e chi dimostra scarsa propensione ad assimilare culture e valori sarà immediatamente escluso». «Basta trattamenti riservati - attacca il candidato presidente Filippo Degasperi - oggi c’è una discriminazione al contrario, i profughi hanno il Cinformi che dà informazioni e sostegno, chi non è straniero deve peregrinare tra Caf, patronati e Itea. Ai trentini questo non va più bene, e il fatto che ci sia chi si sta così agitando per la nostra proposta, dimostra che abbiamo colpito nel segno».

Secondo Degasperi, Cinformi non ha garantito trasparenza: «Stiamo ancora aspettando la risposta sulla destinazione dei fondi nel 2017. Come sono state scelte le cooperative? Quando non ottengo risposte mi sento legittimato ad avere dubbi». «Quando parliamo di business dell’accoglienza non intendiamo che ci sia qualcosa di penalmente rilevante, ma una cooperativa che passa da 100 mila a 500 mila euro di bilancio è un business. Legare affari e accoglienza è criticabile e spendere 18 milioni per 1500 persone è una cifra degna di attenzione».

Ma se il Cinformi sarà smantellato e le attività tagliate, non si rischia di lasciare i migranti alla microcriminalità e allontanare le possibilità di integrazione? «Noi investiremo nell’integrazione per chi vuole essere integrato, non per gli altri», risponde Degasperi. E Fugatti: «Continueremo a integrare chi fugge dal proprio Paese per le guerre, ma oggi il 90% dei richiedenti asilo sono migranti economici, per chi emigra per stare meglio non è necessario spendere risorse. Il decreto sicurezza appena varato dal governo ci aiuterà».

(ch.be.)













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