Le primarie della cultura

Primarie un po’ speciali, rivolte a tutti i politici, vecchi e nuovi, di ogni partito e movimento. Unico requisito: accettare di mettersi in gioco, di parlare di cultura direttamente con cittadini e operatori


di Francesco Pisanu


Il nostro dibattito ha attratto politici e intellettuali di valore, catalizzando l’attenzione di operatori e lettori. Zeni e Cogo hanno prospettato una cultura creativa, volàno di sviluppo.
Lanzinger ha spiegato gli ideali fondativi e gli obiettivi del Muse. Altri hanno vagheggiato sistemi divulgativi virtuosi... Bene!. Ma resta tanto da fare. Le teorie sono la bussola, ma per definire la rotta ci vogliono colpi di timone. Ecco allora alcuni spunti pragmatici.

1. Istituzioni distanti. Come favorire un dialogo ravvicinato, attivo e continuativo tra enti culturali da una parte, cittadini e forze creative locali dall’altra?

2. Spettacoli al palo. Il Trentino importa musica e teatro ma non esporta. Manca coordinamento per la circuitazione delle produzioni fuori dai nostri confini. Chi se ne occupa?

3. Ente pubblico e merito. L'ente pubblico che finanzia uno spettacolo, un incontro scientifico, una mostra... deve dotarsi di sensori. Ha il dovere di ficcare il naso, verificando qualità, successo di pubblico, echi sulla stampa... Non vogliamo premiare il merito?

4. Cerchie inamovibili. Da oltre 30 anni gran parte della programmazione istituzionale di spettacoli è in mano alla stessa cerchia cooptata di “esperti”. Sarà così ad aeternum?

5. Burocrazie medievali. Arcaiche pratiche burocratiche (Siae ma non solo!), complicano spesso assurdamente la vita a tanti operatori. Ci sono modi per alzare, costruttivamente, la voce?

Caro direttore, è ora che il Trentino organizzi le «primarie della cultura», con meeting dal vivo e dibattito permanente su giornale e web. Primarie un po’ speciali, rivolte a tutti i politici, vecchi e nuovi, di ogni partito e movimento. Unico requisito: accettare di mettersi in gioco, di parlare di cultura direttamente con cittadini e operatori. Dovranno spiegarci come intendono affrontare le cinque questioni poste qui sul tappeto e le altre cento che emergeranno dal dibattito. Certo, in queste strane primarie nessuna leadership è in palio. Tuttavia i politici più sensibili e intraprendenti si conquisteranno sul campo, se meritano, l’apprezzamento (morale) e la fiducia (politica) dei tanti cittadini amanti della cultura e impegnati nel sostenerla. Cominciamo allora con un meeting, da organizzarsi al più presto, con poche, ferme regole. Comunicazione diretta e rapida. Tempi contingentati. No a tentazioni autocelebrative. Sì al coraggio di discutere e mettersi in discussione. Temi e adesioni raccolti soprattutto dal web. Cari politici, fatevi un check-up: se sentite il cuore battere per la cultura e tenete il fegato per affrontare un pubblico esigente e motivato... allora scendete in campo. Inviate al giornale la vostra disponibilità, accompagnata da un breve commento (non più di 50 parole, per cortesia). Per il resto vi faremo sapere... e grazie in anticipo.

Francesco Pisanu

(informazioni sul sito www.primariecultura.it)













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