La «Mani pulite» di Trento e il debutto del mercatino
Il 23 gennaio del 1993 l’arresto del presidente della Provincia Mario Malossini e a dicembre arrivano le prime bancarelle natalizie: ed è subito un successo
TRENTO. Politicamente il biennio 1993-94 è disastroso. Dopo il 1986, l'anno di Stava, infatti, per la seconda volta potrebbe essere messa seriamente in dubbio la legittimità politica della nostra Autonomia. Infatti, vengono effettuati alcuni arresti di politici più o meno eccellenti. Il più fragoroso con iniziale relativo carcere è quello dell'ex presidente della giunta Mario Malossini accusato di tentata concussione. Per lui questo fio si ripeterà poco dopo per un secondo episodio. Qualche mese dopo sarà la volta di Enrico Pancheri, ma per lui, vista l'età, vi saranno gli arresti domiciliari. Scritto tra parentesi: abbiamo la fortuna che «Mani pulite» milanese domini talmente la scena cosicché le «Mani pulite» trentine hanno un'eco nazionale meno dirompente. Se, però, quanto è accaduto allora si verificasse adesso c'è da credere che dovremmo dire addio all'Autonomia. Per dovere di ricostruzione storica: il primo arresto di Mario Malossini (23 gennaio 1993) è relativo al tentativo di fare propria una villa a Torbole. In Cassazione l'accusa di concussione verrà derubricata a quella di corruzione e, dunque, risulterà prescritta. Il secondo arresto (3 giugno 1993) scatta sempre per tentata concussione relativa a somme di danaro avute da un albergatore cui avrebbe garantito il contributo miliardario della Provincia. Anche questa accusa sarà poi valutata corruzione e quindi anch'essa cade in prescrizione. Per Enrico Pancheri, ex assessore ed ex presidente dell'A22, uomo di punta della Dc trentina, arrestato il 10 giugno 1993, la vicenda, finita con una condanna, è legata al suo ruolo di «collettore di tangenti» non per sé ma per la Democrazia Cristiana. Quanto incassa, cioè, lo distribuisce con il manuale Cencelli subito a suoi colleghi di partito. Per sé non trattiene nemmeno una lira.
Passiamo a ricordi più edificanti, quelli che dipingono il Trentino come provincia abitata da gente seria. La famiglia Lunelli (spumante) –siamo all'inizio di settembre '93– inaugura in pompa magna il nuovo stabilimento di Ravina: 4 ettari con ben oltre un milione di potenziale stoccaggio di bottiglie. C'è quasi tutto il jet set nazionale tra cui anche il presidente della Rai Claudio Demattè, scomparso prematuramente non molti anni fa, trentino, docente universitario, già presidente delle Ferrovie dello Stato.
Dal fiore all'occhiello della vinificazione a quello culturale, ovvero la serie di mostre, la prima alle Albere e poi al Castello del Buonconsiglio, che saranno tra le più visitate d'Italia. Rimane memorabile, tra le altre, la prima mostra «Romanticismo, il nuovo sentimento della natura» con 200 opere provenienti da tutto il mondo. Per la città sarà un'estate di grande richiamo per gente proveniente da ogni regione d'Italia ed d'Europa. Ma, scendendo di livello culturale, l'appuntamento che nessuno avrebbe mai pronosticato potesse trasformarsi in un tale successo (che continua tuttora) da creare seri problemi a viabilità e recettività è il mercatino di Natale in piazza Fiera. Quello del '93 sarà un dicembre da incorniciare e ancor di più lo saranno le edizioni successive con visitatori provenienti con pullman anche dalla Sicilia.
Non può, purtroppo, mancare la cronaca nera, anzi, nerissima. È una tragedia che per numero di vittime è più grave di quella accaduta in questi ultimi giorni (ottobre 2015) sempre a Trento. Maso Visintainer in Lung'Adige San Nicolò nella notte tra il 17 e il 18 marzo 1993 si trasforma in un'enorme bara per cinque slavi profughi che lì la notte, bene o male, potevano dormire. Muoiono bruciati vivi in un incendio che non è fortuito ma appiccato da un connazionale che non accettava le regole che si erano date.
Una data da ricordare: 2 gennaio 1993, comincia il servizio sanitario 118 che nel prosieguo riuscirà a meritare ottimi voti da parte degli utenti.
Trentini orsi? È la consueta patente caratteriale che ci appiccichiamo addosso anche noi stessi. Nel biennio '93-'94, però, c'è chi si impegna a eccepire che ci sono eccezioni. Ci pensano due ex ragazze del liceo scientifico Galilei di Trento: Adriana Volpe e Alessia Merz. La prima a venti anni (1993) debutta come valletta del presentatore Fabrizio Frizzi nella trasmissione televisiva molto popolare (sabato in prima serata) «Scommettiamo che…». La seconda è quella che a detta di un'indagine tra i telespettatori, è la degna sostituta della famosa Ambra, la ragazza lanciata da Boncompagni. Alessia Merz, divenuta poi un prezzemolino delle trasmissioni leggere della tv, scivolerà nell'ombra anche perché diventata mamma.
Rimanendo nel 1993, ricordiamo la morte di due personaggi illustri: a fine gennaio a 96 anni si spegne Alessio Pezcoller, senza dubbio il chirurgo trentino più famoso, primario al Santa Chiara per alcuni decenni. Ancor prima della sua morte (1980) aveva affidato alla Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto la gestione del suo patrimonio al fine di istituire una fondazione che premiasse i migliori ricercatori al mondo nella lotta al cancro. A luglio, invece, è la cultura a perdere uno dei suoi protagonisti. A 79 anni muore il professor Umberto Corsini, politico del partito liberale, già assessore prima comunale e poi provinciale, saggista.
A proposito del processo a carico di Mario Malossini – adesso siamo nel 1994 - i quotidiani locali scrivono che era dal tempo dei due processi di rilevanza penale «Giovannini» e «Bertagnolli» che nelle aule del tribunale si vedeva un così folto pubblico. Ma lasciamo queste vicende processuali che andranno tanto per le lunghe da finire di prescriverne il reato. Ricordiamo invece una parentesi sempre politica ma di segno diametralmente opposto. Il difensore civico Enrico Bolognani, arrivato a fine mandato e stufo delle beghe in Consiglio provinciale che mai si accordava per la sua sostituzione, lavora ancora per qualche mese girando però il relativo assegno ad associazioni di solidarismo. Gli era stato vietato, come invece avrebbe voluto, di lavorare gratis. Certo è che questa decisione è uno schizzo di vetriolo sulla faccia di certi politici.
Ora una notizia tragica per quattro famiglie trentine e per tutto il mondo alpinistico: il 28 luglio nei pressi di Chamonix sul monte Bianco a 3.500 metri di quota Enrico Lazzaroni 25 anni di Dimaro, Paolo Varesco 23 anni di Predazzo, Davide Gheser 21 anni di Lavarone e Marco De Florian 20 anni di Tesero, tutti appartenenti alla Scuola militare alpini di Aosta, durante un'escursione vengono travolti da una valanga di ghiaccio che si è staccata dal Grand Mulet. Le ricerche dei corpi saranno lunghe per la pericolosità della zona.
«Il Mondo», il settimanale economico più influente in Italia, fa un sondaggio e attraverso 34 parametri, tra cui ricchezza, livello dei consumi, qualità dei servizi e delle strutture sanitarie, tasso di criminalità e ambiente, valuta Trento la città italiana in cui si vive meglio. Lorenzo Dellai, sindaco da quattro anni, dirà che non bisogna cullarsi sugli allori. Di primato in primato: questa volta sono le donne trentine a portarci in vetta ad una classifica simpatica quanto curiosa. Secondo Abacus le donne trentine sono quelle che si truccano meno di tutte le connazionali. Diamo qualche numero: la matita per gli occhi la usano il 33% delle trentine, lo smalto per le unghie il 39%, il mascara il 24% e così via, classifica senza … trucchi.
Ed ora qualche notizia spicciola. La Provincia in agosto acquista il Centro Europa (42miliardi). Luigi Stringa, direttore dell'Irst di Povo, viene licenziato in tronco dall'Istituto Trentino di Cultura che gli deve un indennizzo di 500 milioni, proprio l'1 maggio, festa dei lavoratori, chi ha giocato la schedina a Rovereto in via Maioliche ha vinto al Totocalcio 4 miliardi. Ovviamente rimane anonimo. Infine una notizia dell'aprile che giustamente finisce su radio e televisioni nazionali ma che nel luglio successivo si sgonfierà: il Tribunale dei Minori di Trento nega ad una coppia roveretana l'adozione perché lui porta un orecchino e si professa ateo. In piena estate, appunto, su ricorso dei due coniugi, la Corte d'Appello di Trento modificherà la precedente decisione.
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