La crisi ha fatto scappare anche i poveri
Nel 2016 quasi 200 richieste di aiuto in meno, ma non è una buona notizia: molti stranieri si arrendono e tornano in patria
ROVERETO. Caritas, il calo di richieste non deve ingannare: in gran parte è dovuto agli stranieri, che se ne sono andati, mentre il numero degli italiani tende a pesare sempre di più. E i problemi sociali, tra l'altro, sono in mutamento e chi fa fatica, si trova alle prese con altre questioni. Ovvero, oltre ai debiti si aggiunge il vizio del gioco che può diventare una malattia, la disoccupazione, e i problemi relazionali in famiglia.
Questo è il quadro presentato ieri dai responsabili di Caritas, diocesi, Fondo di solidarietà e Comunità solidale, alla presentazione dei dati dei diversi servizi offerti a Rovereto ed in Vallagarina. «La nostra unica motivazione - ha detto in apertura il decano don Sergio Nicolli - sono le persone. A Rovereto e in Vallagarina la collaborazione cresce, tra diverse realtà e anche con le amministrazioni, per un'unica causa, stare vicino a chi ha bisogno». Lo hanno evidenziato tutti, da Roberto Ferrari della Caritas a Cristian Gatti di Comunità Solidale, la rete di volontari e operatori in Vallagarina è grande e forte, e i progetti aumentano, ultimi tra questi gli appartamenti di emergenza del Comune (progetto App) o il punto di ascolto Con-Tatto, che aprirà il 21 maggio a Mori. E anche per questo ieri erano numerose le persone presenti, proprio per sapere di più di un fenomeno - quello delle povertà e dei bisogni - che sta cambiando ancora una volta. «Ci stiamo rendendo conto che le risposte non sono più gli aiuti finanziari o gli alimenti - ha spiegato Federica Rubini della Caritas diocesana - ma l'accompagnamento. Aumentano gli impoveriti, chi non sa gestire i soldi, chi non ha strumenti cognitivi e si ritrova alle prese con più problemi». I dati presentati sono riferiti alle richieste di Caritas, e quindi, ha sottolineato Fabio Simonini del centro di Rovereto, non è detto coincidano con le statistiche generali. Va anche precisato che non sono conteggiati i richiedenti asilo. I dati dicono molto, e lo dicono chiaro. «Nel 2016 si sono rivolte a noi 955 persone, il 19% in meno di un anno prima. Ma gli stranieri sono calati del 22%, gli italiani dell'11%. Inoltre, nel 2012 gli italiani erano 222, ora 316. Tendono ad aumentare, come tende ad aumentare la loro età, e sono sempre di più le persone che vengono da noi più volte». C'è una recrudescenza dei problemi, insomma. Tra gli stranieri c'è stato un crollo delle persone dell'est. «Ce lo spieghiamo - ha detto Simonini - per il rimpatrio volontario delle badanti, causato dalla crisi». Le richieste di aiuto sono calate, ma «i percorsi di accompagnamento tendono ad aumentare in modo esponenziale», ha ribadito Simonini. Sussidi, finanziamenti, affiancamento di volontari a famiglie: da 512 interventi nel 2012, nel 2016 in Vallagarina sono arrivati a 1501. In questo ci sono anche i bisogni ai quali risponde da alcuni anni il fondo di solidarietà, di cui riferiamo a lato. «I problemi relazionali, tra familiari, stanno vivendo un aumento esagerato, non si tratta solo di problemi materiali», ha spiegato Simonini. Ed ecco quindi la ludopatia, l'alcol, la difficoltà di gestire i soldi (si fatica a pagare l'affitto ma non si rinuncia allo smartphone) aumentano e si accavallano. Riflettono queste tendenze anche gli accessi al Portico, per i senza tetto: sono in netto calo negli ultimi tre anni, ma solo perché calano gli stranieri, gli italiani, invece, sono stabili.
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