“La Contea” in rosso per 400 mila euro

Bolbeno, l’ex consigliere Collizzolli denuncia: «La società di gestione, al 49% del Comune, affitta a terzi ma perde ancora»

di Ettore Zini

BOLBENO. «Incredibile! La società, alla fine 2012, non aveva più alcun dipendente, affittava la conduzione del ristorante e pub la Contea a Gandalf, per 40.000 euro annui. E va in perdita? Bisognerà avvertire il Comune (socio al 49% di Silvia spa) che ci deve essere un buco sotto le fondazioni dell’immobile che, rischia di diventare una voragine». A scrivere è ancora Aldo Collizzolli. Anche l’argomento è il solito. Lo stesso, già affrontato anche negli anni passati. Nell’occhio del ciclone, o meglio, nel mirino di Aldo Collizzolli ex consigliere comunale, e noto censore di vicende amministrative, è la Silvia Spa, nata come srl e diventata società per azioni, proprietaria del ristorante-bar La Contea, situato ai piedi delle coste di Bolbeno, dove d’inverno sciano i bambini di almeno 50 comuni. Questa società, costituita dal comune di Bolbeno con la privata Zodiac (la stessa che gestisce il ristorante di Pra Rotond a Pinzolo) - di cui il comune detiene poco meno del 50%, nonostante abbia investito 1.298.000 euro, su un capitale sociale di 2.700.000 - dal 2010, anno d’apertura, è in perdita. Allora di 68.162 euro.

L’anno dopo, di 161.792 euro. «Oggi – scrive Collizzolli - nonostante la società Silvia spa abbia svolto, dal giugno 2012 esclusivamente l’attività di affitto d’azienda, il bilancio piange. E’ ancora in rosso di 50.654 euro. Ma, secondo il cda: i risultati economico finanziari sono tornati in linea con le previsioni effettuate nel piano industriale». In teoria, spiega l’ex consigliere di minoranza, la società non dovrebbe avere perdite, in quanto, Silvia spa, dal 2012, ha affittato l’immobile a Gandaf, ditta privata che si è fatta carico della gestione del ristorante-pub, dietro un corrispettivo di 40 mila euro l’anno. «Le perdite, portate a nuovo – scrive ancora Collizzolli - sono ora pari a 402.622 euro. In barba allo studio di fattibilità economico-finanziaria che prevedeva una perdita nel triennio di 212.052 e, a fine degli otto anni di gestione, di 511.472 euro. Contro uno studio che preventivava un iniziale “pareggio economico”. Anche i conti della Gandaf, gestita dalla stessa persona che presiede Silvia spa, dice Collizzolli, pare non vadano meglio. L’utile è di soli 5.536 euro, destinati a parziale copertura delle perdite conseguite, che “portate a nuovo” sono di 288.229 euro: +18.549, rispetto al 2012.

L’amministrazione comunale si augura che la società «possa continuare a fornire quell’ottimo servizio che ha dimostrato di sapere erogare in questi due anni». «Ma, a noi cittadini – sostiene il Collizzolli - piacerebbe però non preoccuparci anche dei deficit di Gandalf, che se andasse a remengo, sarebbe seguita a ruota dal Comune». «Sconcerta l’assoluta indifferenza con cui l’amministrazione segue i conti di Silvia spa». Anche perché, conclude - la legge provinciale 27/2010, stabilisce che “una società con tre perdite di esercizio consecutive, è subordinata alla verifica della sostenibilità economica».