«L’orso? Me lo sono visto a 10 centimetri» 

Trento. «L’orso lo avevo già incontrato sette anni fa.Mia moglie dice che tanto sono un orso anche io e che non mi fa niente. Ma questa volta mi ha fatto davvero paura». Silvio Martinatti racconta l’i...

Trento. «L’orso lo avevo già incontrato sette anni fa.Mia moglie dice che tanto sono un orso anche io e che non mi fa niente. Ma questa volta mi ha fatto davvero paura». Silvio Martinatti racconta l’incontro ravvicinato con un’orsa di 16 anni, domenica sera verso le 22, nel pollaio della sua casa al San Giovanni al Monte, in comune di Arco. Ieri la sua è stata una delle due testimonianze, insieme a quella dell’allevatore Antonello Ferrari della Val di Breguzzo, portate ieri al tavolo del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Martinatti ha detto di essere andato a controllare nel pollaio su richiesta della moglie che sentiva rumori: «Pensavo fosse una volpe, invece era l’orso. È entrata nel mio pollaio domenica sera e me la sono trovata davanti. Il pollaio è molto stretto. Io avevo la torcia in mano e cercavo di capire la causa del rumore che sentivamo da casa. Avevo la rete che mi batteva sulla spalla e davanti non vedevo niente. Poi, quando me ne stavo per andare, me la sono trovata davanti. Tra me e lei c’era solo la rete del pollaio, aveva le unghie che spuntavano dalla rete e mi guardava fisso. Aveva una testa grande così ed era in piedi. Allora, io ho iniziato a indietreggiare piano piano puntandogli la torcia negli occhi. Poi sono andato in casa e ho chiamato i forestali. Loro mi hanno detto di stare tranquillo che era sicuramente ilo cucciolo che gira da queste parti e poi hanno detto che sarebbero venuti a controllare e che dovevo spaventare il cucciolo facendo rumore. Quando ho messo giù, ho sentito che mi stava distruggendo il pollaio. Allora ho preso la pistola e ho sparato due colpi in aria. Si è subito fermato. Dopo venti minuti sono arrivati i forestali. Continuavano a dirmi che era sicuramente il cucciolo. Uno aveva il fucile e l’altro un faro. Si sono avvicinati, quando quello con il fucile ha fatto un balzo indietro di due metri e si è messo a urlare: “L’è la vecia” e poi ha sparato anche lui per spaventarla. Lei è uscita, ma non si è allontanata di molto. La mattina dopo, ho visto che ha dormito nel prato a venti metri dalla casa. C’era l’erba alta un metro e dove ha dormito lei era tutta piatta. Il forestale ha detto che sono stato davvero fortunato».