TENNO

L'ha uccisa con la pistola comprata poche ore prima

Mattia Stanga, 24 anni, ha sparato più colpi alla fidanzata Alba Chiara Baroni (22) quindi ha rivolto l'arma contro sè stesso


Gianluca Marcolini


TENNO. Prima un colpo, e poi un altro, e un altro ancora. E quindi ancora. Tutti indirizzati verso la propria ragazza, in fuga disperata al piano di sopra per scappare alla furia omicida del proprio compagno, la persona che amava da tempo e che sembrava destinato a trascorrere con lei il resto della vita o comunque i prossimi anni da coppia felice. Ha sparato almeno quattro volte, Mattia Stanga, 24 anni, operaio della Cartiera del Garda e residente con i genitori a Tenno, in via delle Cesure 28, nella parte alta del paese. Quattro colpi, ma è probabile che alla fine siano addirittura cinque o persino sei (toccherà al nucleo investigativo dei carabinieri e al medico legale – che oggi effettuerà gli esami autoptici delle vittime – ricostruire con esattezza la dinamica dei fatti) le volte in cui ha premuto il grilletto della sua pistola, una Sdm di fabbricazione cinese, adatta al tiro sportivo e alla difesa personale, comperata giusto poche ore prima della sua follia in un’armeria di Roncone. Erano le 14 quando Mattia ha ucciso la fidanzata Alba Chiara Baroni, 22 anni, cameriera al bar Mirage di viale Rovereto a Riva, con la quale sembra stesse progettando di andare a convivere. E poi si è ammazzato, rivolgendosi contro la stessa pistola, completando il più assurdo dei drammi. Se si sia trattato di un raptus o di un gesto premeditato lo dovranno stabilire gli inquirenti, i carabinieri e il sostituto Procuratore della Repubblica di Rovereto Valerio Davico, che per diverse ore, ieri pomeriggio, sono rimasti nella casa di Tenno dove si era appena consumato l’omicidio-sucidio. Una tragedia inspiegabile, non solo per i familiari ma per tutta la comunità di Tenno, che ieri si è bloccata, attonita, a seguire l’evolversi di una vicenda che le lascerà per sempre una ferita profonda ed impossibile da rimarginare.

Il ragazzo aveva comprato la pistola solo poche ore prima in un'armeria, grazie all'abilitazione al tiro a segno che aveva da tempo. La notizia di quanto accaduto ieri in via delle Cesure si è sparsa velocemente. A dare l’allarme, appena uditi i primi spari, intorno alle due del pomeriggio, sono stati i vicini di casa. Uno di loro ha compreso subito che si stava trattando di colpi d’arma da fuoco e così ha telefonato ai carabinieri chiedendo aiuto. Diverse le pattuglie dell’Arma della Compagnia di Riva del Garda, comandante dal capitano Marcello Capodiferro, hanno riempito il piazzale davanti all’abitazione della famiglia Stanga, utilizzata in parte anche come residence per turisti. Da Trento sono scesi i militari del nucleo investigativo con in testa il capitano Andrea Oxilia: in un primo momento, infatti, l’allarme parlava di una possibile rapina in casa con armi da fuoco.

Al loro arrivo, nella villetta di Tenno, i carabinieri hanno trovato i corpi dei due giovani riversi senza vita sul pavimento del bagno. La ragazza ricoperta di sangue e con più di un foro di proiettile sul corpo, il ragazzo con il segno di una ferita letale alla testa e con la pistola ancora in pugno. È bastato poco a capire la dinamica di quanto successo nell’abitazione della famiglia Stanga, molto conosciuta a Tenno per l’attività nel settore edile: il papà di Mattia, Lucio, e il fratello Michele sono titolari di una ditta di costruzioni mentre lo zio Ivo è anche assessore comunale nella giunta del sindaco Gian Luca Frizzi, ieri presente assieme al suo vicesindaco Giuliano Marocchi. I carabinieri hanno ricostruito quella che può essere una possibile dinamica dei fatti ma che dovrà essere confermata dai successivi rilievi.

Mattia era solo in casa, ieri poco prima delle 14, quando è stato raggiunto dalla fidanzata Alba Chiara. A quel punto deve essere scoppiata una lite fra i due (secondo i carabinieri, in base a quanto hanno appurato dai familiari dei due ragazzi, nella coppia c’era della tensione già da qualche giorno ma nulla che potesse far pensare ad un epilogo del genere) che è culminata nel raptus che ha fatto impugnare a Mattia la sua pistola, appena comperata, e a fare fuoco, una, due, tre, almeno quattro volte. Uno dei proiettili è uscito dalla finestra del bagno andandosi a conficcare nel muro in sassi di fronte all’abitazione, che confina con la casa dei vicini. Altri bossoli, invece, sono stati ritrovati nel corridoio e quindi nel bagno posto al piano di sopra, dove la ragazza aveva cercato disperatamente riparo, senza riuscirvi, e dove Mattia l’ha raggiunta ponendo fine alle loro vite. Nel giro di pochi minuti sono arrivati i genitori di Mattia mentre è toccato al sindaco Frizzi raggiungere i familiari di Alba Chiara (il papà Massimo e la mamma Loredana), che abitano in località Volta di No, per metterli al corrente della tragedia appena accaduta. A dare un supporto logistico alle forze dell’ordine c’erano anche i vigili del fuoco di Tenno: Mattia era un loro amico e compagno di tanti interventi, sempre pronto a dare una mano. Ieri, non si davano pace.













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