La loro storia parte dalla Galizia e si intreccia con vescovi e cardinali per poi radicarsi in galleria Tirrena. E non solo

L'epopea dei Gallizioli tutti tessile e famiglia

Agostino arrivò da Leffe per piantare le basi di un «impero» che conquistò il Trentino


Giorgio Dal Bosco


 TRENTO. La fortuna della famiglia Gallizioli? E' il matrimonio di Agostino Gallizioli (1923), il fondatore della omonima catena di negozi, con Maria De Ruschi, figlia di un industriale di Leffe, terra di grandi industriali del tessile manifatturiero. Maria e Agostino si sono sposati nel 1951 (il 6 ottobre le nozze di diamante: congratulazioni) dopo un fidanzamento interrotto per alcuni mesi.  La signora Maria - sono le parole commosse del marito - ha tirato su alla grande cinque figli: Eugenio (1953), Giuseppe (1955), Laura (1958), Claudio (1961) e Paola (1965) e pure ha lavorato tanto nel negozio con una lena e una straordinaria competenza nel settore della biancheria. Alla sua non più giovane età è ancora lì a dettare ritmi e scelte. «Senza di lei...»  Dato a Maria ciò che è di Maria, i Gallizioli hanno radici nella notte dei tempi in Galizia e annoverano tra gli antenati vescovi, cardinali e compagnia bella. Noi, però, ci limitiamo a partire dal padre di Agostino, Giuseppe, un contadino del Bergamasco e poi ambulante di coperte e tele varie. Con Laura Barboglio ha avuto 10 figli di cui sono rimasti in vita, in ordine di nascita, Giovanni, Beniamina, Giuseppe, Mauro, Agostino e Franco. Giuseppe muore in guerra su una nave silurata e il suo corpo non verrà più ritrovato. Beniamina si sposa e, brava artigiana com'è in quel settore tessile, intraprende un'iniziativa professionale autonoma dai quattro fratelli che, con capo il più anziano Giovanni, per una serie di accadimenti partono da Leffe e aprono a Cagliari uno stabilimento.  E' qui che, sorvolando tutte le vicende belliche (fughe, intoppi, sorprese, marce in mezza Italia) che lo vedono protagonista, comincia la bella avventura di Agostino che sul finire degli anni Quaranta sente due sirene: l'amore per la fidanzata che non può seguirlo a Cagliari (fidanzamento interrotto) e l'ambizione di un'attività commerciale tutta sua. Abbandona Cagliari, torna a Leffe e di qui, su suggerimento di Pietro Radici, un ex ambulante divenuto un grande industriale, arriva proprio oggi, il 28 agosto di 61 anni fa, a Trento. Mal gliene incolse, almeno in un primo momento, perché gli viene rifiutata la licenza commerciale. Dietro questo diniego c'è la mano di un commerciante trentino del ramo che intuisce che quell'Agostino Gallizioli sarebbe un concorrente temibilissimo. Eppure, in città, ci sono già nomi importanti del settore come Chesani, Ziglio, Garbari, Macconi. Quale scombussolamento potrà mai creare? Tre mesi dopo, comunque, Agostino apre in Galleria Tirrena un negozio di 16 metri quadrati, di fronte all'attuale panetteria.  I primi due clienti? Guarda caso due finanzieri, ma è tutto in regola. Quel concorrente che lo temeva e che gli aveva fatto la guerra sotterranea aveva visto giusto perché gradatamente la città e le valli, visitate da Agostino Gallizioli con solerzia e capillarmente, gli danno grande fiducia. La ditta si espande e Agostino e Maria cominciano a tessere la più importante delle loro tele: quella famigliare, ovvero la distribuzione tra i figli degli ampliamenti commerciali e imprenditoriali. Il figlio maggiore Eugenio (una figlia, Blanca) gestisce Manifatture Lombarde di Galleria Tirrena. Giuseppe (una figlia, Carolina) da circa 30 anni è amministratore e socio di maggioranza della Galtex di via Maccani che produce, vende all'ingrosso e cura il settore alberghiero per una larga parte dell'Italia settentrionale. Paola (una figlia, Chiara) e Claudio gestiscono rispettivamente il "Gallizioli" del Bren Center e quello di via Manci. Laura è l'unica figlia dei futuri sposi dalle nozze di diamante ad aver scelto il ruolo esclusivo di mamma. E' sposata Martinelli e ha due figli: Ilaria, laureata in Economia, e Andrea. Gli altri nipoti sono ancora adolescenti. A Leffe, cittadina di partenza? E' rimasto lo zio Franco che produce tappeti e tende.  

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