L’Arc-Team ricostruisce il volto di Petrarca

Nuova sfida 3D degli archeologi di Cles Luca e Alessandro Bezzi: grande mostra in febbraio a Padova

CLES. Con una pagina sul Sole 24 Ore pubblicata a fine dicembre è stata ufficializzata la mostra “Facce. I molti volti della storia umana”, che a metà febbraio aprirà i battenti al Museo antropologico di Padova. La mostra, molto attesa nell’ambiente scientifico-divulgativo, presenterà una serie di volti “storici e per storici” ricostruiti in 3D, la nuova frontiera di Arc-Team sas, società con sede a Cles che fa capo ai due giovani archeologi Luca e Alessandro Bezzi. Arc-Team opera nel settore dei beni culturali in connessione, per questo progetto, con il brasiliano (di San Paolo) Cicerone Moraes, un esperto di modellazione 3D applicato al contesto forense. Il Museo di antropologia dell’Università di Padova ha fornito i calchi della propria collezione agli esperti di Arc-Team, che con Moraes (del Centro de Tecnologia da Informação “Rena­to Archer” di Campinas a San Paolo), hanno avuto una risonanza internazionale con la la ricostruzione in 3D del vero volto di Sant’Antonio di Padova (Lisbona 1195-Padova 1231).

Questo lavoro era stato presentato nel giugno 2014 alla vigilia della festa liturgica del Santo in un affollato congresso scientifico nel Centro culturale altinate San Gaetano, con interventi di Luca Bezzi, Moraes, di padre Luciano Bertazzo (direttore del Centro studi antoniani) e di Nicola Carrara, curatore del Museo di antropologia dell’Università patavina. Tutto questo davanti a decine di telecamere e degli inviati delle maggiori emittenti tv e della carta stampata, con consegna finale del volto ricostruito del Santo ai Frati che hanno in custodia la basilica che conserva le preziose reliquie.

Ora la nuova sfida con la ricostruzione - ad opera di Arc-Team - del volto del poeta Francesco Petrarca (Arezzo 1304-Arquà 1374), il grande poeta italiano di cui è stato possibile ricostruire le fattezze nonostante la scomparsa del cranio avvenuta nel XIX secolo. Ricostruiti in 3D con lo stesso metodo anche i volti del medico e anatomista italiano Giovanni Battista Morgagni (Forlì 1682-Padova 1771), del beato Luca Belludi (Padova, 1200 circa-1286), frate contemporaneo di Sant'Antonio, e di una mummia egiziana del periodo tolemaico. Oltre a questi lavori, sono stati ricostruiti - in collaborazione con Antocom Onlus con cui Arc-Team cura il progetto “Taung” - la maggior parte degli ominidi protagonisti dell’evoluzione umana, compreso l’“Homo georgicus” del quale, grazie a una missione a Tiblisi e Dmanisi (effettuata da Arc-Team nel settembre scorso) verranno presentati tutti e quattro i volti ricostruibili (del quinto individuo si è conservata solo la calotta cranica), vale a dire anche quelli non ancora divulgati. “Taung”, come riporta il blog di Arc-Team, è un progetto il cui scopo è la ricostruzione del cranio del fossile conosciuto come “Taung bambino”, esemplare di “Australopithecus africanus” scoperto dall’archeologo Raymond Dart nel 1924 in una cava vicino appunto alla città di Taung in Sudafrica. E la sfida continua. (g.e.)