Joel: «Viaggio per lavoro ma rimpiango il curling»
Retornaz, il campione di Torino 2006, parla dello sport che lo ha reso popolare: «Gli atleti di Cembra sono al top, spero che con l’Universiade torni l’interesse»
CEMBRA. Quando si parla di curling inevitabilmente lo si associa a Joel Retornaz: si deve a lui il merito di aver fatto conoscere questo “sport minore”a livello nazionale. Durante le Olimpiadi invernali di Torino 2006 si parlò molto di curling e del team Retornaz. «Fu un vero successo mediatico - afferma Joel - forse perché il curling è uno sport quasi comico e sul quale è facile fare ironia: pertanto risulta molto televisivo». Non fu solo il curling come sport a suscitare interesse: al suo successo contribuì senza dubbio anche la figura di Retornaz, vuoi per il suo carisma, vuoi per la sua età, vuoi per quel suo taglio di capelli e per quegli occhiali particolari che non erano un vezzo modaiolo ma un’esigenza dell’atleta.
A Universiadi iniziate si torna a parlare di curling. Come è noto le gare si svolgono a Baselga di Pinè e non a Cembra e Retornaz, impegnato in altri progetti, non c’è. Ma com’è ad oggi la situazione del curling? Lo abbiamo chiesto a Joel, tornato da un viaggio di studio in Cina di 6 mesi per apprendere la sua quinta lingua: «A mio avviso non è stata sfruttata al massimo l’onda di popolarità post-Torino 2006. Oggi non ci sono nuove realtà: è aumentato il numero di praticanti, ma non di molto. Almeno, però, la gente sa cos’è: già questo è un bell’obiettivo. A Cembra si gioca a curling fin dagli anni ‘70, tuttavia molti valligiani hanno ignorato per lungo tempo cosa fosse». Dopo le Olimpiadi è stato costruito a Cembra un vero pala curling: in precedenza si giocava in una serra e, prima ancora, nei vari palazzetti del ghiaccio di Cavalese, Trento, Baselga. «Il pala curling non è di proprietà della mia famiglia ma dell’ Associazione Curling Cembra - sottolinea Retornaz - il terreno sul quale è costruito era della mia famiglia, che l’ha donato all’associazione per realizzare la struttura».
Nel 2008 è stata fondata l’Asd Trentino Curling. «Avevamo grandi ambizioni. Nel 2010 volevamo che una squadra di Cembra rappresentasse l’Italia a livello internazionale: obiettivo raggiunto e con risultati di livello, dato che nel 2010 con una squadra di Cembra abbiamo partecipato al campionato del Mondo. Oggi vi sono tre squadre in società: gli Atleti assoluti (categoria maschile), gli Atleti Juniores (categoria maschile) e gli Atleti Wheelchair Curling (categoria mista formata di atleti diversamente abili)», racconta Retornaz. «Da 2 anni consecutivi tutte e 3 le formazioni sono Campioni d’Italia nelle rispettive categorie e la formazione Atleti Assoluti mantiene il tricolore da 7 anni. Risultati di livello che però richiedono sacrifici: «Di curling non si vive. È uno sport “povero”, non esiste il professionismo e non esistono gruppi sportivi militari. È un hobby che richiede però impegno professionale: allenamenti nel tempo libero e fine settimana in trasferta. Il resto del tempo è necessario lavorare».
E infatti, in questi anni, Joel ha continuato a lavorare nell’azienda di famiglia. L’anno scorso ha smesso di giocare a curling: «Sono ancora tesserato come atleta e attivo all’interno di Trentino Curling come direttore sportivo e allenatore, ma i miei compagni di squadra ed io abbiamo deciso di smettere di comune accordo: non c’erano più i presupposti per andare avanti e inoltre ho dovuto fare delle scelte lavorative importanti». Confessa: «Mi sento ancora un atleta: chissà, magari in futuro, se ci fossero i presupposti, potrei decidere di riprendere». Chiediamo infine se con le Universiadi il curling susciterà nuovamente interesse: «Lo spero, anche se nelle precedenti edizioni, alle quali ho partecipato come alteta, non è stato così. Ma forse era dovuto al fatto che si sono svolte in zone dove il curling faceva fatica ad attecchire».
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