«Io, disabile, assistito da un richiedente asilo»

Trento. A rispondere direttamente alle parole del Presidente Fugatti, che sabato a Pinzolo aveva annunciato lo stop alla presenza di richiedenti asilo nelle case di riposo come volontari, per tenere...

Trento. A rispondere direttamente alle parole del Presidente Fugatti, che sabato a Pinzolo aveva annunciato lo stop alla presenza di richiedenti asilo nelle case di riposo come volontari, per tenere compagnia agli anziani, è una persona disabile, che proprio grazie al lavoro prezioso di un ex richiedente asilo ha assistenza e supporto nelle piccole e grandi azioni quotidiane.

Si tratta di Piergiorgio Cattani, presidente di Futura, che ieri ha scritto una lettera aperta al governatore per raccontare cosa per lui ha voluto dire la presenza del suo assistente. «Non sono autosufficiente e per fare qualsiasi cosa ho bisogno di aiuto. Ma non voglio dilungarmi sulle mie esigenze. Dico solo che non è semplice trovare un assistente adeguato. Ne ho cambiati tantissimi in questi anni: italiani, stranieri, uomini, donne, persone formate, persone senza alcuna preparazione specifica ma che avevano le virtù della pazienza e della abnegazione. Ho fatto sempre contratti regolari. Una sola cosa mi interessava e mi interessa: che soddisfacessero le mie necessità», scrive Cattani.

«Quando sono costretto a cambiare assistente (quasi sempre sono loro che mi lasciano per i più svariati motivi) la ricerca mi costa tempo e fatica. Cerco ovunque. Per farla breve da due anni un mio collaboratore è uno di quelli arrivati con il barcone, quelli descritti dal vostro capitano come pericolosi invasori, delinquenti, al limite poveracci che però possono sostituirci, distruggere la nostra identità. Vederli girare per la città inquieta, nei paesi non li vogliono. Ma non è così. Questa è l’immagine distorta della vostra propaganda. Cercando ovunque un collaboratore con una buona prestanza fisica, alcuni amici mi hanno suggerito di rivolgermi a qualche richiedente asilo. Mi guidava soltanto il pragmatismo: trovare chi rispondesse meglio alle mie esigenze. Naturalmente ho incontrato anche tanti italiani e trentini, bianchi, istruiti… Ho trovato però un richiedente asilo. Vi assicuro che avrei preso anche un militante leghista se fosse stato adatto», aggiunge.

«Ve lo assicuro proprio. Perché in certe situazioni non si può essere ideologici come voi. Il razzismo non me lo posso permettere. Mi trovo molto bene con quest’uomo. Perché ho scelto lui? Perché si è integrato meglio di altri anche grazie ai progetti che voi adesso avete cancellato. Aspetto soltanto che voi vogliate impedire che i “negri” possano aiutare i cittadini come me - aggiunge - ma poi sarete voi a trovarmi un aiuto adeguato. Mi sembra incredibile che non capiate che la vostra politica danneggia i più deboli. Danneggia i disabili, gli anziani, chi ha bisogno. Forse che per raccattare qualche voto volete infierire sui più deboli? Concludo con una nota. Questo mio collaboratore non toglie il posto a un giovane trentino. State tranquilli. Io chiedo assistenza, non solidarietà. È un lavoro ben retribuito, ma sicuramente complicato. Forse secondo voi un africano non è capace di compiere questi lavori. Ma vi sbagliate di grosso».