Incendio di Molveno, ancora un mistero la causa del rogo

Il Comune sta lavorando per dare una sistemazione a tutte le famiglie rimaste senza tetto


Marco Weber


MOLVENO. Non è ancora stata stabilita la causa scatenante delle fiamme che hanno gravemente danneggiata una casa del centro storico di Molveno, situata a pochi metri dall’edificio comunale.

«Poteva andare molto peggio, se l’incendio fosse divampato di notte invece che all’una di pomeriggio. Le fiamme potevano raggiungere le case vicine e ci poteva anche scappare il morto».

Di questo sono convinti il molti, qui a Molveno. Compresi alcuni di coloro che abitano – meglio sarebbe dire abitavano - nella casa che oggi si presenta completamente senza tetto ed assolutamente inagibile. Ed inagibile lo sarà per molto tempo, per le sette famiglie che qui abitavano. Cinque delle quali non dovrebbero avere problemi per una soluzione alternativa, essendo proprietarie anche di altri immobili. Le altre due sono state provvisoriamente sistemate una da parenti a l’altra nell’Hotel Ariston. In comune c’è stato un incontro al quale hanno partecipato il sindaco Ruggero Franchi e i capifamiglia degli abitanti dell’edificio danneggiato.

«Stiamo lavorando per dare un nuovo alloggio, ovviamente a spese del Comune, a coloro che non hanno un’altra residenza dove andare – afferma Franchi – e nello stesso tempo ho comunicato ai capifamiglia come l’amministrazione comunale si sta muovendo per poter dare il via quanto prima alla ricostruzione del tetto e di quello che è andato distrutto». Per tutto il giorno i vigili del fuoco di Molveno, con l’ausilio della gru portata sul posto dai pompieri permanenti di Trento, hanno lavorato alacremente per liberare la casa dai detriti e dalle suppellettili bruciate dalle fiamme.

Il meteo prevede un fine settimana di pioggia, quindi era necessario accelerare quanto più possibile i lavori di sgombero delle macerie, una volta finito il quale i pompieri hanno provveduto a coprire la casa mettendo al posto del tetto un telo di nylon. Nel frattempo i componenti delle sette famiglie abitanti nell’edificio, scortati dai pompieri, hanno potuto entrare in casa e recuperare nelle loro abitazioni quello che l’incendio ha risparmiato.













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