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Il ministro Boschi a Trento: «Col Sì al referendum nessuna deriva autoritaria»

Sul palco dell'Auditorium Santa Chiara nella giornata conclusiva del Festival dell'Economia: "La crescita ha bisogno per essere consolidata di riforme strutturali, bisogna dare al Paese quelle riforme annunciate ma mai realizzate"

TRENTO. «Non c'è un rischio di deriva autoritaria» dal combinato tra riforma costituzionale e della legge elettorale. Così il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi al Festival Economia di Trento sottolineando che le due riforme daranno «maggiore stabilità» al Paese, necessaria «per implementare le riforme» grazie al superamento del bicameralismo perfetto e al premio di maggioranza alla lista anziché alla coalizione che impedirà di avere «governi balneari, governi tecnici o che durano un anno, un anno e mezzo».

Il ministro Boschi arriva a Trento: il primo incontro è col governatore Rossi

La lunga domenica trentina del ministro per le Riforme Maria Elena Boschi è iniziata con una visita di cortesia al Palazzo della Provincia con il governatore trentino Ugo Rossi. Poi, il bagno di folla all'Auditorium Santa Chiara per il Festival dell'Economia - IL NOSTRO SPECIALE SUL FESTIVAL

Il ministro Boschi, sul palco dell'Auditorium Santa Chiara con Michele Ainis e Roberto D'Alimonte, ha proseguito dicendo che «la crescita ha bisogno per essere consolidata di riforme strutturali, bisogna dare al Paese quelle riforme annunciate ma mai realizzate. La riforma che rappresenta la base per tutte le altre è quella Costituzionale. Adesso abbiamo un sistema legislativo complicato, lungo e farraginoso che non ci permette di rispondere alle famiglie e alle imprese nei tempi necessari», ha proseguito Boschi.

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«Con la riforma avremo un procedimento legislativo più semplice. Avremo un nuovo senato, con funzioni diverse, che rappresenterà le autonomie e i comuni, in un nuovo rapporto fra Stato e Regioni, con chiarezza sulle competenze. Questo – ha detto – può contribuire ad un maggiore sviluppo economico del Paese».

Parlando delle autonomie, il ministro ha evidenziato come la riforma abbia salvaguardato le regioni a statuto speciale. «Cosa non scontata - ha detto - perché sapete che c'erano anche proposte che ne proponevano l'abolizione e abbiamo previsto che la riforma venga applicata alle autonomie in seguito ad un intesa, nell'ottica di una piena collaborazione istituzionale. Il voto per il referendum - ha proseguito la Boschi - è un voto per il futuro del Paese, per votare su di noi ci sarà il 2018, si tratta di un'occasione preziosa per riconquistare un ruolo di cittadinanza attiva, nelle istituzioni, nella politica in senso bello, di una comunità che prende la responsabilità del proprio futuro».