Il cuore del «Kennedy» non ce l’ha fatta

È morto Adriano Cobbe: colto da malore al volante del suo camion provocò lo sconquasso in via Setaioli e via Dante


di Massimo Plazzer


VALLARSA. Alla fine Adriano Cobbe non ce l’ha fatta. Il miracolo che martedì scorso si è compiuto in centro a Rovereto, evitando che il fato si tramutasse in tragedia, ha chiuso la sua parentesi la notte scorsa quando – dopo una settimana e mezza di lotta in terapia intensiva – il “Kennedy” si è spento. Aveva 52 anni. Un colpo durissimo per i familiari e di tutta la Vallarsa, che Adriano lo conosceva e che, dopo il malore sul camion all’incrocio con via Dante, si era stretta attorno alla famiglia. Una famiglia di lavoratori quella di Adriano Cobbe. Il papà Arturo, con uno dei primi camion arrivati in Vallarsa, aveva impiantato la piccola impresa di scavi e movimento terra. Il figlio Adriano l’aveva ereditata da lui, e con essa il soprannome di “Kennedy” con il quale tutti lo chiamavano regolarmente e a lui non dispiaceva tanto che si era fatto fare anche una targa sul cruscotto del camion. Il camion, quel Mercedes blu che sfrecciando sulla statale del Pasubio faceva tremare le case, era ormai parte della vita della valle. E il fatto di vivere in Vallarsa permetteva alla sua ditta di lavorare su entrambi i versanti, sia quello trentino che quello vicentino. Proprio “in Italia” aveva conosciuto la moglie Annalisa, con la quale aveva messo su famiglia a Creneba. Negli anni sono nati Marta e Giorgio, e proprio la passione che il figlio ventunenne ha per il lavoro del padre, ha dato ad Adriano uno spirito nuovo per proseguire con l’attività della sua impresa, con uno sguardo verso il futuro. Un gigante buono era Adriano, che nonostante i suoi oltre cento chili di peso, le braccia muscolose e la voce profonda, non incuteva timore, ma allegria. Uno spirito bonario che andava d’accordo con tutti e aveva sempre una parola di allegria per affrontare le situazioni più diverse. Un gigante che ha lottato fino all’ultimo, stringendo i denti com’era nel suo spirito. «Una persona famiglia e lavoro – lo ricorda commosso il parroco di Vallarsa Don Andrea – amante della famiglia, dei suoi figli e della mamma Frida. Aveva però sempre una particolare attenzione per i suoi dipendenti e il suo lavoro nel quale metteva una grande passione. Un animo generoso, un punto di riferimento per la valle. Ha voluto tanto bene a tante persone che per questo nell’ultima settimana erano tanti vicine alla famiglia, quando dovevano stringere i denti e lottare tanto».

«Se n’è andato troppo presto – questo il pensiero del sindaco Geremia Gios che è anche vicino di casa dei Cobbe – Adriano ha sempre lavorato, sempre fatto il possibile per aiutare il prossimo. Nel suo modo di essere c’era sempre grande umanità. Ora penso sia importante guardare a quello che ha lasciato, in primo luogo ai suoi figli, e tentare di ripartire da qui.» E proprio i figli - ed in particolare Giorgio, il primo testimone impotente dell’incidente di Rovereto – sono quelli che forse più soffrono la perdita del padre. Da lui ereditano comunque, oltre ai grandi insegnamenti all’affetto della gente e a una ditta da portare avanti, anche il bonario soprannome “Kennedy”, appellativo importante della famiglia Cobbe, di Piano di Vallarsa. Il cuore l’ha tradito martedì 19 settembre, poco dopo le 15.30, mentre al volante del suo camion attraversava la città diretto verso l’officina. In via Setaioli, Cobbe s’è piegato sul volante e il pesante Scania ha proseguito la sua corsa, abbattendo le barriere metalliche davanti all’istituto Barelli, distruggendo alcune macchine, danneggiando una casa, centrando il camioncino di Franco Aste, che era fermo al semaforo con via Dante. Poi, prima di fermarsi contro un muro in via Cavour, il mezzo pesante aveva attraversato l’incrocio distrutto altre barriere davanti all’entrata delle elementari Regina Elena, sbriciolato le scale laterali della scuola, abbattuto due alberi e rovescaito una campana del vetro. dietro di lui, su un pick-up della ditta, viaggiava io figlio Giorgio, che ha assistito impotente al dramma. Una tragedia sfiorata per miracolo perché, solo pochi minuti più tardi, centinaia di studenti si sarebbero riversati in strada al termine delle lezioni. I funerali di Adriano Cobbe saranno celebrati domani, alle 15, nella parocchiale di Vallarsa.

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