Il Concilio rivive con Chiara Lubich 

Il centenario. Ieri, nella chiesa di Santa Maria Maggiore, 127 vescovi e 7 cardinali si sono disposti come le congregazioni 500 anni fa Anche Papa Francesco ha voluto inviare un messaggio: «È bene, anche per i vescovi, mettersi sempre di nuovo alla scuola dello Spirito Santo»

di DANIELE ERLER

Trento . In questo weekend a Trento ci sono 137 vescovi e sette cardinali. Provengono da cinquanta Paesi diversi e partecipano a un convegno internazionale dedicato a Chiara Lubich, a cento anni dalla nascita. Il convegno è iniziato ieri a Cadine, con un messaggio di Papa Francesco. Proseguirà poi fino a mercoledì a Loppiano, in Toscana, dove c’è la cittadella del Movimento dei focolari. Ma intanto, fra ieri e oggi, sono stati organizzati anche dei momenti pubblici, aperti alla cittadinanza. Oggi la messa delle 10, nel Duomo di Trento, sarà presieduta dal cardinale di Bangkok, in Thailandia, Francis X. Kriengsak Kovithavanij. Sarà trasmessa in diretta su Tv2000 e sul sito dedicato al centenario di Chiara Lubich.

Come il Concilio di Trento

Ieri pomeriggio invece, a Santa Maria Maggiore, i cardinali e i vescovi si sono seduti in circolo. Si sono disposti come avevano fatto – quasi 500 anni fa – i protagonisti del Concilio di Trento. Il riferimento non è casuale: infatti in Chiesa ieri alcuni attori hanno fatto rivivere la storia proprio del Concilio. «Non siamo teologi, siamo teatranti», ha spiegato il regista Fernando Muraca. Ma l’effetto è comunque carico di suggestione, quando divampa il suono dell’organo, accompagnato dal canto di un gruppo vocale. L’idea degli attori era di tracciare un filo che lega Trento dalla riforma del Concilio, fino alla nascita di Chiara Lubich. «Mi sono letta qualcosa di questa donna – ha detto l’attrice Marta Lorenzato –. Lei parla di Gesù come se lo conoscesse, come se fosse un suo amico».

Vescovi da tutto il mondo

Non capita tutti i giorni di ospitare in città vescovi e cardinali provenienti da tutto il mondo. Così, a un’ora dallo spettacolo, con le porte di Santa Maria Maggiore ancora chiuse, ci sono già una ventina di persone in coda. Quando poi arrivano i vescovi – con due pullman provenienti da Piedicastello, dove hanno visitato la mostra dedicata a Chiara Lubich – ci sono stranieri di varie nazionalità, da anni residenti in trentino, che cercano il vescovo della loro zona di origine. Scambiano qualche parola. Qualcuno si fa scattare una foto ricordo. Fra gli altri, a Trento c’è il cardinale brasiliano João Braz De Aviz. Ennio Antonelli, presidente emerito del Pontificio Consiglio per la Famiglia. Désiré Tsarahazana, cardinale del Madagascar e Seán Baptist Brady dall’Irlanda. Ci sono vescovi provenienti dal Camerun, Myanmar, Libano, Nuova Zelanda e Vietnam.

Il messaggio del Papa

Papa Francesco ieri ha dunque inviato a Trento il suo messaggio: «È bene, anche per i vescovi, mettersi sempre di nuovo alla scuola dello Spirito Santo». Il convegno, iniziato ieri, ha l’obiettivo di approfondire il significato e il contributo del carisma dell’unità dei Focolari a servizio della Chiesa e dell’umanità. Papa Francesco ha affermato che i doni carismatici come quello della spiritualità dei Focolari sono «co-essenziali, insieme ai doni gerarchici, nella missione della Chiesa». «Il carisma dell’unità è una delle grazie per il nostro tempo, che sperimenta un cambiamento di portata epocale e invoca una riforma spirituale e pastorale semplice e radicale, che riporti la Chiesa alla sorgente sempre nuova e attuale del Vangelo di Gesù». Maria Voce, presidente del Movimento dei Focolari, in un videomessaggio ha sottolineato invece l’importanza di riesprimere il Vangelo, adattato al nostro tempo e alle sue sfide.