dopo la fusione

I nuovi “simboli” di Vallelaghi

Pronti stemma e gonfalone, statuto ok ma la minoranza lascia l’aula

di Enzo Zambaldi

VALLELAGHI. Dopo la fusione di Vezzano, Terlago e Padergnone in Vallelaghi sono stati realizzati il nuovo stemma e il nuovo gonfalone del Comune unico. Lo stemma segue le regole araldiche e adotta lo scudo sannitico moderno con proporzioni 7/9. Lo scudo è diviso in tre fasce orizzontali: in alto un leone attinto dallo stemma di Vezzano, su campitura bianca a destra e rossa a sinistra; in centro il ramo di ulivo di Padergnone su sfondo giallo-oro; in basso la barca dello stemma di Terlago, con tre onde a rappresentare i tre laghi. Il bordo dello scudo è marcato in grigio scuro, per evidenziare lo stacco dal fondo bianco. Sormonta lo scudo una corona con tre pusterle in vista e nove porte, sormontate da altrettanti merli a coda di rondine e intervallati da cordonature a muro. Circondano lo scudo due fronde incurvate e specchiate, a destra l’alloro e a sinistra la quercia, unite da un nastro tricolore. Il nuovo gonfalone, di misure 90x180 cm, presenta in alto la dicitura Comune di Vallelaghi. Lo stemma è posto nella parte bassa, mentre il colore di fondo riprende lo smalto azzurro della fascia inferiore, riferita allo stemma del Comune di Terlago. Il gonfalone è fissato ad un’asta argentata ricoperta di velluto blu, che termina in alto con una freccia, che riporta lo stemma ed è ornata da una cravatta tricolore.

Intanto proseguono le polemiche a livello comunale. Luca Sommadossi, capogruppo della minoranza consiliare “Progetto Vallelaghi”, sottolinea quanto accaduto giovedì scorso in consiglio comunale, quando è stato approvato il nuovo Statuto del Comune di Vallelaghi: «Dopo un serrato confronto in aula - afferma - durante la votazione il gruppo di minoranza Progetto Vallelaghi ha abbandonato l’aula, per rimarcare con ancora più forza la distanza e la contrarietà con la proposta approvata a maggioranza dall’apposita Commissione, ignorando le diverse proposte portate dalla minoranza. Municipalità e Referendum. Questi i due temi su cui non si è trovato nessun tipo di intesa - prosegue il documento della minoranza - delle municipalità infatti nel nuovo statuto non c’è nessuna traccia, nonostante le garanzie che erano state date in fase di fusione. La possibilità di indire referendum, pur presente nel testo approvato, è fortemente limitata da una serie di casistiche per le quali non sono applicabili, che ne limitano fortemente la possibilità di utilizzo. Due temi così importanti e delicati meritavano sicuramente maggior attenzione e una maggior condivisione».