Hotel 2 laghi, degrado in centro a Levico
La struttura è il regno dei vandali da 10 anni. Arnoldo (albergatori): «Il Comune pensi ad un cambio di destinazione d’uso»
LEVICO TERME. Intanto che la Levico Smart City avanza, lenta ma sicura, con la nuova illuminazione, la pista ciclopedonale, la stazione di bike sharing, e le molte altre opere in via di completamento, un’altra Levico, “Smarcita”, incombe inquietante, tanto che sempre più spesso, a misurare la città con i piedi, capita di imbattersi in scene di degrado urbano che dall’interno di una vettura possono sfuggire. Non parliamo questa volta della copertura in cemento-amianto del parcheggio Ognibeni che «voglio assolutamente togliere – dice l’assessore, Andrea Bertoldi – e in un paio di mesi verrà tolto», ma dell’hotel 2 laghi, «la cubatura più grande tra tutte», dice un albergatore, all’imbocco del centro termale, nel mezzo di un triangolo che è divenuto in questi ultimi anni molto attrattivo per l’apertura di nuovi punti di ristoro, gelaterie, intrattenimenti, vicinissimo ai campeggi, e affiancato dalla ciclabile che porta a Caldonazzo, è la classica situazione di degrado pluriennale al quale un po’ tutti hanno fatto il callo.
Abbandonato da oltre dieci anni, l’hotel è divenuto un polo attrattivo irresistibile per bande di giovinastri molesti che lo hanno trasformato in una palestra del vandalismo gratuito, ricoprendolo all’esterno di murales stile urban graffiti che testimoniano di vari percorsi artistici completati con successo che hanno di certo agevolato la maturazione di qualche giovane talento dell’hip hop. Accompagnato però da incursori e guastatori che introdottisi all’interno della struttura, dalle molte aperture presenti si sono divertiti gettando dalle finestre le televisioni che ancora si trovavano nelle camere dell’Hotel.
Tutto intorno sembra una discarica a cielo aperto, sedie, porte, estintori, televisori, e vetri rotti ovunque. Anche una decina di sacchi di immondizie abbandonate e, nella piscina sul retro, pneumatici e altre sporcizie.
Avvicinandosi si viene assaliti da un senso di incertezza, un odore acre di muffa, e s’insinua la paura di venire assaliti, se non da qualche malintenzionato, almeno da qualche spora assassina cresciuta dentro quello squallore.
Un segno d’inciviltà materiale – leggasi degrado ambientale -, che probabilmente non favorisce l’ordine e il rispetto delle regole, ma produce un effetto moltiplicatore del disordine. Facile intuire che, dopo le manovre all’interno dell’hotel, quegli stessi intrepidi possano salire in città e magari continuare il divertimento gettando panchine nel rio maggiore, o divertendosi a spingere i pilastri in sasso squadrato della bella transenna che lo costeggia. «L’abbandono di queste strutture – dice il presidente degli albergatori, Walter Arnoldo -, come l’albergo Europa, il Miralago, il Panorama, la Pace, il Rocca, o il due laghi, tra quelli che mi vengono in mente, non possono essere lasciate per anni in balia di vandali e vagabondi, l’amministrazione comunale dovrebbe pensare a un cambio di destinazione d’uso di queste strutture che vanno tra l’altro messe in sicurezza».
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