Fase 2, nuove regole per gli ospedali: in tutti i reparti vietate le visite 

La sanità si riorganizza. Mascherina obbligatoria ovunque (anche per le donne in sala parto), visite ambulatoriali prenotate a scaglioni Con la telemedicina parte l’assistenza a distanza, c’è l’ipotesi di garantire prestazioni anche la sera e nel fine settimana per evitare affollamenti 

di Andrea Selva

Trento. Nuove regole per gli ospedali trentini che ora dovranno affrontare la seconda fase della degenza Covid, quella della ripartenza. Ma la vita ospedaliera, sarà molto diversa da quella a cui erano abituati i pazienti e il personale dell’Azienda sanitaria. Un esempio rende l’idea: le visite in reparto saranno vietate, con eventuali eccezioni autorizzate dal primario che ha la responsabilità della struttura. Una prescrizione che non vale solo per i reparti Covid, ma per tutti i reparti dell’ospedale. Queste regole sono contenute all’interno di un documento che la Provincia ha inviato l’altro giorno all’Azienda sanitaria, ma anche a tutti i soggetti (anche privati) che effettuano attività sanitaria sul territorio provinciale. Si tratta di regole predisposte con la collaborazione (tra gli altri) dell’ordine dei medici. L’obiettivo - si legge in una nota accompagnatoria della Provincia - è duplice: garantire adeguati livelli di sicurezza per le persone e contenere il rischio di trasmissione del virus, ma anche ridurre l’impatto della pandemia sui servizi sanitari assicurando il mantenimento dei servizi essenziali e la progressiva ripresa di tutte le attività.

Mascherina ovunque

I dispositivi di protezione continueranno ad essere usati all’interno degli ospedali, anche da parte dei pazienti che dovranno utilizzare le mascherine all’interno della propria stanza, sotto il controllo del personale sanitario. L’unica eccezione ammessa dal protocollo è per chi non è in grado di tollerare fisicamente i dispositivi di protezione. Per capire la severità delle norme basta analizzare le disposizioni per la sala parto, dove potrà entrare un accompagnatore ogni partoriente ed entrambi dovranno indossare la mascherina chirurgica protettiva.

L’accesso all’ospedale

Resteranno in vigore le attuali procedure che disciplinano l’accesso agli ospedali e ai reparti di pronto soccorso attraverso un triage che dovrebbe selezionare le persone potenzialmente contagiose. Il livello di rischio è suddiviso in tre fasce: elevato (per chi è contagiato), medio (per chi è venuto a contatto con persone contagiate) e generico (per tutti gli altri, compresi i pazienti guariti dal Covid e che sono risultati negativi al tampone).

Le distanze

La distanza minima è di un metro, che sale però a un metro e mezzo nel caso di alcune categorie di dipendenti dell’azienda sanitaria. Da parte della Provincia c’è l’appello - ogni volta che sia possibile - a usare le scale invece dell’ascensore. All’interno dell’ospedale dovranno essere previsti dispositivi per il lavaggio delle mani e avvisi in ogni reparto per informare i cittadini delle precauzioni che devono essere adottate. Tra le ipotesi che sono contenute nel documento della Provincia c’è anche quella di organizzare l’erogazione di alcune prestazioni in appositi tendoni da installare all’esterno dell’ospedale. In ogni caso all’interno delle strutture c’è la raccomandazione di garantire sempre la massima aerazione possibile.

Visite e prenotazioni

Le visite - si legge nel protocollo - dovranno essere cadenzate, con tempi tali da evitare la presenza di molte persone in sala d’aspetto. La raccomandazione è quella di osservare la massima puntualità, che non vuol dire arrivare in anticipo perché in questo caso - comunque - ci sarebbero più persone in attesa. Nelle sale d’attesa sono proibite le riviste che restano poi al servizio dei pazienti successivi.

In ambulatorio la sera

Nel tentativo di smaltire il lavoro arretrato che si è accumulato in questi mesi, evitando comunque la concentrazione di pazienti negli ambulatori, c’è l’ipotesi di garantire prestazioni sanitarie la sera, dopo il normale orario, oppure nel fine settimana.

Telemedicina

Quella delle telemedicina (la medicina a distanza) è una delle scommesse dell’Azienda sanitaria di Trento che - in collaborazione con Fbk - può già contare su alcuni strumenti informatici che consentono ai medici di effettuare i controlli sui pazienti che sono già stati visitati. Si tratta di un servizio che si basa sulla collaborazione (competente) del paziente, che deve essere in grado di rilevare alcuni propri parametri fisici e di comunicarli al medico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.