Farmaci, boom di antidepressivi

Una persona su venti nel corso del 2010 ha assunto medicinali specifici contro il «male oscuro»


Luca Marognoli


TRENTO. La notizia cattiva è che siamo tra i più depressi d'Italia, quella buona che abbiamo il record assoluto nell'assunzione dei farmaci generici, il che ci permette un notevole risparmio economico. Siamo anche grandi consumatori di farmaci per la disfunzione erettile (il Cialis, erede del Viagra), al terzo posto dopo ansiolitici e contraccettivi tra i non rimborsati dall'Azienda sanitaria. Senza ricetta invece compriamo soprattutto analgesici e farmaci per le malattie da raffreddamento. Il rapporto 2010 sull'"Uso dei farmaci in Trentino", elaborato per il 9º anno dall'Azienda sanitaria, fornisce un quadro molto approfondito della materia, aiutando a tracciare un profilo del consumatore tipo e testimoniando il grado di efficacia delle politiche provinciali nel rispondere ai bisogni della popolazione.

Lo studio. L'elaborazione statistica parte da una completezza di dati derivanti dalle farmacie territoriali, dalle strutture ospedaliere e da aziende specializzate in data collecting in grado di ricostruire i consumi a carico dei cittadini sia per quanto riguarda i farmaci senza ricetta (di automedicazione) che con ricette bianche (classe C).

Il consumo sale. Il primo dato significativo che emerge dallo studio è che il consumo di farmaci negli ultimi anni è in costante crescita. Sono 816 ogni giorno le dosi rimborsate dal sistema sanitario ogni mille abitanti. Rispetto al 2009 l'incremento è stato dell'1%, ma rispetto a dieci anni fa (nel 2001 il numero era di 550) c'è stato un balzo in avanti enorme. Il dato trentino - tra l'altro inferiore del 14% alla media nazionale - non fa che confermare una tendenza comune a tutto l'Occidente sviluppato. I fattori che stanno all'origine di questo andamento sono due. «Il primo è l'invecchiamento della popolazione (il picco è sopra i 75 anni), il secondo è che l'approccio alle patologie oggi è polifarmacologico», spiega il dottor Riccardo Roni, responsabile del servizio farmaceutico dell'Azienda. «Quasi tutti gli ipertesi, i diabetici e i malati di dislipidemie (alterazioni del colesterolo) sono trattati con più di un farmaco: mediamente con tre».

La spesa scende. Il totale della spesa farmaceutica è di 154 milioni, dei quali 50 mila sono sborsati dai privati. La quota coperta dalla Provincia è del 67,5%, oltre un punto percentuale in più rispetto al 2009. Per acquistare farmaci i trentini spendono 168 euro pro capite l'anno. Una spesa che è rimasta sostanzialmente stabile - continua Roni - e che nel 2011 segnerà per la prima volta un calo da molti anni a questa parte. «Questo si spiega con la scadenza di brevetti di farmaci molto consumati, che fa scendere i prezzi dal 20% (minimo di legge) al 40%», afferma il dirigente. «In Trentino inoltre abbiamo il più alto tasso di consumo di generici: il 22% delle dosi rimborsate dall'Azienda, contro una media nazionale dell'8%».

Antiulcera a ruba. I gruppi terapeutici che fanno segnare l'incremento più significativo sono gli antiulcera (+13,1%). Farmaci usati per proteggere lo stomaco nell'assunzione di analgesici e antinfiammatori, ma in quest'uso massiccio - osserva l'esperto dell'Azienda - «ci sono segni di inappropriatezza» e quindi di un abuso. Seguono in "classifica" i farmaci per il colesterolo (+12) e il diabete (+10). «In questo caso l'aumento fa parte di un fenomeno globale di intensificazione della prevenzione cardiovascolare». Costante il ricorso ad antipertensivi, diuretici, anticoagulanti e agli stessi antidepressivi. In calo farmaci inotropi (terapia cardiaca), antibatterici sistemici, antiasmatici e anti-bpco (broncopatia cronica ostruttiva).

Gli antidepressivi. In provincia, nel 2010, è stato registrato un consumo di antidepressivi del 9,6% più alto rispetto alla media nazionale. Le dosi consumate ogni mille abitanti sono 32, contro le 29 italiane. Tutti gli altri medicinali sono al di sotto della media. Si conferma quindi l'andamento fotografato da un'altra indagine, su scala nazionale, che nel 2007 poneva il Trentino nella fascia delle regioni a massimo consumo di antidepressivi, assieme a Toscana, Emilia Romagna, Liguria e Sardegna. Il rapporto dell'Azienda sanitaria aggiunge che nel 2010 la "prevalenza d'uso" nell'assunzione di questa categoria di farmaci è stata del 5,3%: significa che una persona su 20, nel corso dell'anno, ha assunto almeno un antidepressivo.

Età e sesso. Il consumo di farmaci sul territorio cresce con l'età: metà della popolazione over 45 ha assunto nel corso dell'anno tre o più principi attivi rimborsati dal sistema sanitario. Dai 55 anni in poi, i maschi utilizzano più farmaci delle femmine. Quanto alle tipologie, la popolazione maschile consuma più medicinali per la prevenzione cardiovascolare (come antipertensivi e antiaggreganti), antidiabetici e antiulcera. Le donne invece assumono più antidepressivi, antinfiammatori e analgesici.













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