Elicottero si schianta, muore pilota
La vittima è Roberto Bezzi, 47 anni, di Croviana. Salvi i 4 passeggeri
COGOLO DI PEIO. Le pale contro le rocce, oppure un vuoto d'aria. In una frazione di secondo l'elicottero si accascia sul lato destro, quello del pilota, su di una rete paramassi e in un attimo è avvolto dalle fiamme. Sul costone della montagna, ai 2.200 metri di quota del Canalino Cadinello, in Val dei Spini, sopra Cogolo di Peio, resta solo qualche rottame. E cenere. Per Roberto Bezzi, 47 anni residente a Croviana, già miracolato nel 2007 in un altro incidente con l'elicottero in Val di Non, non c'è stato nulla da fare. È rimasto intrappolato al posto di guida. Inutili i tentativi di salvarlo da parte delle altre quattro persone a bordo, che sono riuscite a mettersi in salvo. Due operai, Alessandro Festi di 45 anni e Roberto Rigotti di 20, sono riusciti ad uscire subito dal mezzo, prima che prendesse fuoco. Il copilota, Federico Ongaro, 31 anni, è rimasto ferito ad una spalla, ma si è comunque liberato in tempo. L'altro operaio, il noto alpinista Elio Orlandi, 57 anni, in un primo momento è rimasto incastrato, ma poi è riuscito a mettersi in salvo. Ongaro è stato trasportato all'ospedale di Cles ed è stato dimesso nel pomeriggio. Gli altri, sotto shock, sono scesi a valle a piedi. Sull'accaduto la procura di Trento ha aperto un'inchiesta. L'elicottero è arrivato puntuale, come le altre mattine, all'appuntamento a Malga Borghe per portare gli operai della ditta Orbari di Dorsino ai 2.200 metri di quota del Canalino Cadinello, in Val dei Spini. Ancora qualche giorno e la manutenzione delle reti paramassi, iniziata alla fine di giugno, si sarebbe conclusa. Erano le 7.30 quando l'Eurocopter As350b3 guidato da Roberto Bezzi è decollato e il tempo sopra la Val di Peio era buono. In cinque minuti l'equipaggio è arrivato sul cantiere e Bezzi ha cercato la zona migliore per far scendere gli operai. Una manovra fatta centinaia di volte. Qualcosa, però, ieri mattina è andato storto. In fase di "overing", ovvero mentre il mezzo era fermo senza posarsi a terra per far sbarcare i tre operai a bordo, le pale probabilmente hanno sfiorato le rocce e l'elicottero si è accasciato sul fianco destro, quello del pilota, su di una rete paramassi. La tragedia si è consumata in un attimo. Due operai, Alessandro Festi di 45 anni e Roberto Rigotti di 20, sono riusciti subito a scappare dal pericolo. Il copilota, Federico Ongaro, 31 anni di Pedraces in provincia di Bolzano, è rimasto ferito ad una spalla, forse nel tentativo di liberare Bezzi, ma si è comunque messo in salvo. In pochi secondi l'elicottero ha preso fuoco. L'altro operaio di San Lorenzo in Banale, il noto alpinista Elio Orlandi, in un primo momento è rimasto incastrato nell'abitacolo, ma poi è riuscito anche lui a liberarsi. Sono stati attimi concitati. Le fiamme, secondo dopo secondo, sono diventate sempre più alte e pericolose. Roberto Bezzi, tra le urla, è rimasto incastrato nell'elicottero, bloccato al posto di guida forse dalla cintura di sicurezza. Gli operai ed il copilota hanno cercato disperatamente di salvarlo, spingendolo all'esterno e sbloccando la cintura, ma non c'è stato nulla da fare. L'incendio ha divorato l'Eurocopter di proprietà dell'Air Service Center e noleggiato dalla EliTrentino di Bezzi, lasciando qualche rottame e cenere sul costone della montagna. Nell'ottobre del 2007 Roberto Bezzi era stato vittima di un altro incidente in elicottero. Stava trasportando del materiale a Malga Bordolona, in Val di Non, quando il Lama che stava pilotando era precipitato al suolo. Se l'era cavata con due costole rotte, un miracolo. Questa volta il miracolo non c'è stato. Roberto Bezzi è morto in quota, su quelle cime che amava sorvolare. Proprio la passione per il volo l'aveva riportato in Trentino, lui che era nato a Forlì, dove si erano trasferiti i suoi genitori originari di Ossana. Negli anni Novanta era tornano in Val di Sole, a Malé. Preso il brevetto di volo, aveva messo in piedi la EliTrentino con sede a Croviana, dove da un paio d'anni abitava con la moglie Cristiana Babini, originaria di Ravenna. E a Ravenna si trovava ieri mattina, assieme alle figlie Cecilia di 14 anni e Celeste di 8, quando è arrivata la tragica notizia. Nel pomeriggio di ieri, al termine di un viaggio straziante, è arrivata in valle per l'ultimo saluto al compagno di una vita. Il miracolo, però, c'è stato per le altre persone a bordo. Gli operai sono usciti illesi, anche se sotto shock. Sono tornati a valle a piedi, una camminata di quaranta minuti. Tra loro il celebre alpinista Elio Orlandi, scampato nel gennaio dello scorso anno ad un'altra tragedia in montagna, sul Cerro Torre, in Argentina, quando morì il suo compagno di scalata Fabio Giacomelli, travolto da una valanga. I tre operai sono usciti illesi, mentre il copilota Ongaro, è stato trasferito all'ospedale di Cles per le ferite riportate e nel pomeriggio è stato dimesso. Sull'accaduto il pm Licia Scagliarini ha aperto un'inchiesta. Altre indagini parallele saranno effettuate dall'Enac (Ente nazionale per l'aviazione civile) e l'Ansv (Agenzia nazionale per la sicurezza del volo).
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