Due cervi e un cormorano fatti a pezzi

I resti vicino alla statale per Storo: forestali e polizia sulle tracce dei bracconieri


Aldo Pasquazzo


STORO. Prima li hanno abbattuti e squarciati, poi hanno lasciato le carcasse dei due cervi adulti ai margini della statale dell'Oppio tra Storo e Tiarno. Accanto ai resti dei due animali anche un cormorano, un volatile solito alimentarsi di pesci pescati in acqua.

Si tratta di un'azione eseguita non da cacciatori, ma da bracconieri, sulle cui tracce ci sono ora i forestali di stanza a Condino e il corpo di polizia locale.  Il rinvenimento è avvenuto ieri mattina lungo un doppio tornante appena al di là della striscia d'asfalto, a una manciata di chilometri da Storo, in prossimità dell'imbocco del "Bus della Mort". Ad individuarli, due passanti che hanno notato uno strano involucro appena sotto la strada. Franco Salvaterra, ispettore distrettuale dei forestali di Condino, è esplicito. "Chi ha fatto questo potrebbe anche essere gente di fuori. I resti degli animali, abbandonati forse il giorno prima, sono stati scaricati in tutta fretta da qualche auto e lasciati in modo da farli ritrovare".

Su peso ed età dei due cervi, è difficile pronunciarsi. "Da scheletro e pelle - aggiunge Salvaterra - non è nemmeno possibile capire se si tratta di esemplari maschi o femmine". E, da un'ispezione sommaria, non è possibile accertare se i due cervi, ora smaltiti da ditte specializzate, siano stati abbattuti a palla o pallettoni. Infatti, sulla pelle non si riscontrano fori o rosate. Del resto, solo attraverso l'uso di una carabina a canna rigata è possibile centrare simili bersagli a lunga distanza. Diversamente sono impossibili da mirare e colpire.

Ma a Storo la gente non ci sta a farsi incolpare di questo misfatto. "Piuttosto - avverte un addetto ai lavori ora in pensione - coloro che hanno operato in quel modo provengono sicuramente da fuori. Il primo dei motivi che mi fanno dire questo è rappresentato dal fatto che, attraverso questa azione, si tende a sviare la vigilanza di forestali e guardacaccia su altri fronti. L'altro motivo per non attribuire il gesto a gente di Storo riguarda la zona scelta per abbandonare i resti degli animali. Non si è trattato solo di disfarsi di ossa e pelle, ma si è puntato a far ritrovare i resti in un territorio diverso da quello dove sono avvenuti l'abbattimento e lo spolpamento dei due animali".













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