Droga a fiumi nelle valli di Non e Sole 

Operazione Postal Market. I carabinieri della compagnia di Cles hanno smantellato un’organizzazione che smerciava 150 grammi di coca a settimana. Documentata la vendita di 2 mila dosi. La banda acquistava anche Mdma ed ecstasy sul Deep web e se lo faceva inviare per posta

di Ubaldo Cordellini

Trento. Fiumi di droga che inondavano la val di Non, ma anche la val di Sole, con alcuni rivoli che scivolavano verso Bolzano. I carabinieri l’hanno chiamata operazione Postal Market, solleticando la nostalgia dei cinquantenni che sfogliavano i cataloghi della mamma, perché la droga, almeno quella sintetica del tipo Mdma o ecstatsy, veniva ordinata sul deep web e fatta arrivare via posta presso uffici i cui titolari erano del tutto ignari del contenuto dei pacchetti che venivano spediti dall’Olanda. E proprio seguendo uno di questi pacchetti i carabinieri della compagnia di Cles hanno dipanato la matassa smantellando un’organizzazione che si riforniva o sul web o a Brescia e vendeva cocaina, hashish, Mdma ed ecstasy in val di Non e val di Sole. L’inchiesta è coordinata dal pm Davide Ognibene. Su ordinanza del gip Marco La Ganga, sono state arrestate 17 persone, mentre quello che è ritenuto il capo, un cittadino albanese di 34 anni, è latitante nel suo paese. Per 12 degli arrestati, colpiti da ordine di custodia cautelare in carcere, l’accusa è quella di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti. Gli altri 5, che sono finiti ai domiciliari, sono accusati di spaccio di droghe leggere.

I carabinieri hanno seguito a ritroso la strada della droga e hanno colpito sia in val di Non che nel bresciano. Sono finiti in manette due albanesi che tenevano le fila dell’organizzazione tra la val di Non e la val di Sole Franc e Amorald Gjepali, di 21 e 26 anni. Con loro sono stati arrestati, a vario titolo, in val di Non Vanni Finadri, 25 anni, Herrera Castro Tenti, 26 anni, Luis Roman Santana Torres, 32 anni, Michele Dallago, 21 anni, Luca Tevini, 24 anni, Marco Sacco Comis, 20 anni, Angelo Abram, 22 anni, Josè Luis Chini, 23 anni, Riccardo Degasperi, 22 anni e Giordano Dalla Torre, 35 anni. Arrestata anche Nelda Tartari, 39 anni di Bolzano, che era entrata in contatto con l’organizzazione grazie alla sua frequentazione della val di Non e comprava droga per poi rivenderla sia in valle che a Bolzano. Nel bresciano sono stati arrestati Amarildo Ratund, 27 anni, Muhamet Ene,31 anni e Klajdi Vrioni, 26 anni. Gli arrestati trentini vengono considerati dagli inquirenti sia come consumatori finali che come spacciatori. Per pagarsi la droga si prestavano a rivenderla e a spacciarla.

L’inchiesta, avviata alla fine del 2017 con il sequestro di alcuni quantitativi di droghe sintetiche acquistate ricorrendo deep web si è svolta con metodi tradizionali, come il pedinamento dei sospettati e appostamenti per documentare lo scambio di droga.

Due compagini parallele, una operante in Val di Non, l’altra nel bresciano, costituiscono i successivi livelli dell’associazione. A quella operante in Trentino ne è subordinata un’altra, composta da consumatori di droghe, e deputata prevalentemente allo spaccio ed al reperimento, per lo smercio, di droghe sintetiche acquistate ricorrendo al dark web, in forma anonima e tramite corriere. Il “gruppo noneso” ha poi indirizzato il proprio interesse verso la piazza di spaccio di Bolzano, affidandosi a connazionali per poter riscuotere del necessario supporto, operativo e logistico. Le dinamiche di approvvigionamento, come pure quelle di spaccio, sono gestite in maniera molto accorta. Per concordare la vendita delle dosi si sentivano al telefono dicendosi: «Ci vediamo per un birra?». Gli incontri avvenivano o in parcheggi o nei bagni di alcuni locali pubblici, lontani da occhi indiscreti.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, l’organizzazione aveva una struttura piramidale con al vertice l’albanese latitante, mentre subito sotto c’erano i due Gjepali che gestivano lo spaccio e l’approvvigionamento in Trentino, mentre i complici bresciani si occupavano dei rifornimenti dal nord Europa e dall’Albania, da dove arrivava la cocaina.

Nelle conversazioni tra di loro, i componenti della banda, si vantavano proprio della qualità della cocaina che riuscivano a procurarsi che arrivava all’80 per cento di purezza. Arrivavano a venderla a 100 euro al grammo. I clienti appartenevano un po’ a tutte le classi sociali. I carabinieri hanno calcolato circa 2 mila dosi vendute. Nel corso degli arresti e delle perquisizioni di ieri mattina all’alba sono stati trovati anche consistenti riscontri dell’attività in val di Sole della banda. Il giro d’affari era molto consistente se si calcola che ogni settimana in val di Non arrivavano dal bresciano almeno 150 grammi di cocaina. I due Gjepali, ma anche gli altri arrestati, andavano il più delle volte a rifornirsi nel bresciano e poi portavano la droga in val di Non. Quando non potevano, se la facevano portare dai corrieri bresciani che per l’incomodo applicavano un modico sovrapprezzo di 500 euro. Durante le indagini e anche nelle perquisizioni di ieri mattina i carabinieri hanno sequestrato un totale di 400 grammi di cocaina e 50 grammi di hashish. Sempre durante le indagini erano già state arrestate in flagranza di reato 3 persone. Nelle perquisizioni di ieri mattina hanno portato al sequestro, in casa di uno degli arrestati, anche di 150 grammi di marijuana e di più di 5.000 euro in contanti e, nel corso di altre due diverse ispezioni, di alcuni grammi di hascisc e di qualche francobollo di Lsd.