Dopo cinquant’anni Ischia rivuole il suo lago
Un legame storico troncato con la costruzione della strada provinciale Ora i residenti chiedono il ripristino di collegamenti pedonali in sicurezza
PERGINE. La comunità di Ischia vuole “riprendersi” il proprio lago. In questo senso l’incontro dell’altra sera per iniziativa di “Noi per l’Is-cia”, l’associazione guidata da Claudio Angeli. Il sodalizio raccoglie un po’ tutti i residenti e le associazioni. Si occupa di ambiente, di recupero di tradizioni, di migliorare la vita quotidiana. La serata ha fatto seguito agli appuntamenti che da un paio d’anni tengono banco in occasione della festa patronale, molto sentiti e frequentati.
Così, un gruppo di lavoro formato da residenti “doc” e “recenti” ha elaborato una serie di considerazioni e di strategie perché la frazione si sente abbandonata, defraudata, ignorata nel contesto del comune di Pergine. Una settantina i presenti e tra questi anche Antonio Valentini, sindaco di Tenna, il Comune a pochi metri da Ischia. «Ischia “possiede” tre quarti d lago di Caldonazzo - è stato detto in apertura - e non è mai stato così lontano». Le considerazioni sono state espresse a più riprese, e accavallandosi, da Claudio Angeli, Michele Roat, Cristina Casarotto, Mauro Tonioli, Valentino Zanotti, Luigi Furgeri, Giuseppe Angeli, Giordano Angeli, Francesco Nesi.
Appunto, un lago “lontano” perché da circa mezzo secolo la parte sul territorio, è stata divisa dalla parte lacustre dalla statale della Valsugana. E con la sua costruzione è stato spezzato quel legame quotidiano tra Ischia e il lago. «Un tempo si scendeva correndo nei prati fino a tuffarsi nelle acque alla Nogarola. Ne ha parlato Giuseppe Angeli, ricordando le strade di collegamento: via dei Paradisi, Croz del Vignal, strada comunale, via del Val de Sass. Poi, venne il disastro, nel senso che la spiaggia e il lago non sono più stati accessibili e per quel poco che lo sono ora, ci sono disagi e difficoltà, ostacoli e pericoli. Ha tenuto banco la cosiddetta “Strada del Sol”, che dalla provinciale del colle di Tenna scende in paese e poi prosegue fino alla spiaggia utilizzando un sottopasso. Ma è appunto questo percorso che sarebbe da adeguare al pedone, alle carrozzine, ai turisti che si dedicano alle passeggiate. Perfino il progetto per il rifacimento della piazza delle Crosare comprende un ostacolo al passaggio a piedi e poi via via lungo tutto il percorso, è un lungo elenco di interruzioni. «Per raggiungere San Cristoforo da Ischia, a piedi lungo il lago si rischia l’incolumità costantemente: la passerella è a rischio in molti punti (mancano le assi), addirittura la principale è stata chiusa, il sentiero corre a un metro dai camion. E poi decine di altre situazioni di degrado».
Un percorso turistico da sogno: scendere da Ischia (e Tenna) al lago (in sicurezza), percorrere la passerella, deviare attraverso il biotopo verso le Darsene, il Centro nautico, raggiungere Valcanover e la ciclopedonabile attorno al lago. La riqualificazione tanto chiacchierata è solo sulla carta e non se ne farà nulla.