Dimissioni in blocco allo Ski Team Fassa

Colpo di scena nella guerra fra sci club: «Siamo stanchi di lottare gratis, ricevendo in cambio tensioni e conflittualità»


di Andrea Selva


VALLE DI FASSA. Altro che unità, la “guerra” fra gli sci club ora comincia a fare vittime. L’altra settimana (vedi Trentino del 22 e del 23 gennaio) abbiamo dato notizia delle rivalità fra gli sci club fassani (Ski Team Fassa e Fassa Active) e degli appelli all’unità lanciati dagli amministratori pubblici. E ieri il colpo di scena con la notizia (che in realtà era nell’aria) delle dimissioni ufficializzate dall’intero consiglio direttivo dello Ski Team Fassa, che a fine stagione passerà la mano»: «E se nessuno intenderà raccogliere il testimone - dice il presidente Giorgio Deluca - a malincuore chiuderemo la sede e consegneremo le chiavi al Comune di Pozza».

I motivi sono spiegati in una lunga lettera firmata da Deluca e da tutto il direttivo: «Non siamo riusciti a convincere le amministrazioni pubbliche sulla differenza sostanziale che esiste fra questa società, espressione di un sano volontariato e patrimonio di tutta la valle e gli altri “professionisti” a pagamento». Ma non si tratta solo della “rivalità” con Fassa Active, perché nella lettera vengono riportati anche i rapporti con le Funivie Buffaure che (come riportato sul Trentino di ieri) non ha più intenzione di sostenere l’impianto della pista Aloch, giudicato poco remunerativo: «Hanno dimostrato totale disinteresse e in certi casi anche un certo fastidio nei confronti dell’attività da noi svolta» si legge nella lettera. Scarsa attenzione viene lamentata anche da parte degli operatori economici.

Le dimissioni sono state ufficializzate ieri, ma in realtà se n’era parlato anche nel corso dell’ultima assemblea lo scorso autunno quando era emerso in tutta la sua gravità lo scontro tra gli sci club: «Questa società (Fassa Active), nata cinque anni fa da un nostro ex collaboratore (Loris Bonelli) sta creando divisioni all’interno della valle. Questa persona non è nuova a creare malumori e tensioni e cinque anni fa abbiamo dovuto scegliere se sottostare a ogni sua richiesta o salvaguardare la nostra società che è patrimonio di tutta la valle».

Alla fine per Deluca e i consiglieri dello Ski Team, considerazioni molto amare, che pongono interrogativi a tutta la valle: «Siamo stanchi di dover lottare gratis, sottraendo tempo alle nostre attività e alle nostre famiglie, avendo in cambio solo tensioni, incomprensioni e conflittualità».

Ma la società - ribadiscono - è in ottima salute ed è una fucina di campioni fin da quando cominciò un’attività che i consiglieri definiscono “gloriosa”. Erano gli anni Settanta e Fiorenzo Perathoner, alla guida degli impiantisti, decise di sostenere la società alla condizione - guarda un po’ - che fosse unita.













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