Da Moena a Soraga una strada ricorda la maestra Jellici

Figura di spicco del mondo scolastico e culturale moenese è legata alla storia del giovane tenente ebreo Richard Löwy

di Gilberto Bonani

MOENA. La strada che dall'abitato di Moena porta a Soraga è stata intitolata alla maestra Valeria Jellici Garber (1896 - 1975). Figura di spicco nel mondo scolastico e culturale moenese (è stata anche assessore alla cultura) punto di riferimento per generazioni di donne a cui ha insegnato non solo a leggere, scrivere e far di conto. Poliglotta (oltre alla lingua italiana, parlava francese, inglese e tedesco), aperta al mondo, curava particolarmente l'educazione domestica e le regole di comportamento, aspetti che furono utilissimi per molte giovani donne che lasciarono il paese natio per cercare lavoro presso famiglie in molte città d'Italia.

La vita di Valeria Jellici incrocia le tristi vicende di Richard Löwy, cittadino onorario di Moena e vittima dell'odio razziale. Tutto inizia con il primo conflitto mondiale quando un giovane tenente ebreo viennese si trasforma in angelo custode della comunità moenese coinvolta dalla guerra che si combatte a pochi chilometri dall'abitato. Termina il conflitto e l'ufficiale austriaco torna in Austria mentre Moena passa all'Italia. Il 16 agosto 1938 Richard Lowy e la moglie abbandonano Vienna per rifugiarsi nell’unico posto dove sanno di trovare amici: Moena. Alcuni mesi dopo lo seguono la sorella Martha col marito Hermann Riesenfeld e la madre Hedwig. Nonostante la propaganda e l’odio razziale, Moena accoglie i fuggiaschi. A vent’anni di distanza l’ex comandante ritrova una popolazione che non ha cessato di stimarlo. Rivede i giovanotti, ora padri di famiglia, che avevano costruito trincee e ponti sotto la sua direzione. Molti di loro gli devono la vita e non l’hanno dimenticato. Scatta una gara di solidarietà: una borsa di patate, un litro di latte, mezzo chilo di burro, qualche rapa, un carico di legna per la stufa aiutano i profughi a sopravvivere. Ci sono poi conversazioni, serate di lettura, gite in montagna che i coniugi Löwy e Riesenfeld trascorrono insieme ad amici, specialmente con la maestra Valeria Jellici che, sfidando i pregiudizi razziali seminati dal nazi - fascismo, frequenta assiduamente la famiglia Löwy.

Dopo l’Armistizio dell’8 settembre 1943, le truppe del Terzo Reich occupano la penisola. All’alba del 4 gennaio 1944 i coniugi Löwy e Riesenfeld sono arrestati dai tedeschi e il 22 febbraio 1944, con lo stesso convoglio che trasporta Primo Levi, sono deportati ad Auschwitz. Il treno giunge al campo dopo quattro giorni e quattro notti attraverso l’Europa gelata. Poi la fine. Nel 1984 il Comune di Moena intesta al suo cittadino onorario la via principale del paese. Ora ricorda quella generosa maestra che facendo leva sulla cultura e la solidarietà cercò, a suo modo, di opporsi alla barbarie nazista.