I CONTROLLI

Coronavirus, dalla droga alla carne, fino all'amore: le scuse dei trentini per uscire di casa

Ecco le risposte più "incredibili", nel vero senso della parola, date alle forze dell'ordine da chi tenta di "fare il furbo"

TRENTO. Molti sperano semplicemente di farla franca. Ossia di uscire di casa, fare quello che devono fare e non incappare in nessun controllo. Un comportamento che è vietato perché lo “stare a casa” è considerato come l’unico possibilità per limitare i contagi, non stressare ulteriormente il sistema sanitario, e cercare di uscire il prima possibile dall’emergenza.

Ma, appunto, c’è chi non resiste alla tentazione di uscire e quando incappa in un posto di controllo, cerca di trovare le risposte più fantasiose per cercare di rientrare nelle possibilità di uscite concesse.

Così un uomo ha spiegato agli agenti che lo avevano fermato che, in pieno lockdown con più aziende chiuse che aperte, era andato a fare una sorta di porta a porta per cercare un’occupazione. E (caso strano...) l’azienda da cui era appena andato ad offrire la sua disponibilità, era chiusa. Risultato? Sanzionato, come previsto dal decreto legge di fine marzo.

C’è anche chi ha cercato di far rientrare la sua dipendenza nello “stato di necessità”. E quindi ha candidamente ammesso di essere uscito di casa per cercare droga. Un bisogno che non viene riconosciuto come tale. Neppure ai tempi del coronavirus.

Ma c’è anche l’uomo che ha cercato di far ricadere la colpa della sua passeggiata lontano da casa sui vigili del fuoco. Per giustificare l’uscita, ha infatti detto che da qualche giorno non sentiva più gli avvisi con il megafono, avvisi che informano la popolazione della necessità-obbligo di limitare al massimo le uscite. E quindi aveva pensato candidamente che l’emergenza era cessata. Come dire, non è colpa mia. Come è finita? Naturalmente con la sanzione.

C’è anche chi la trasferta l’ha fatta decisamente lunga: dalla provincia veronese fino a Trento. Perché? La ragione a lui appariva assolutamente evidente: la carne buona come quella che si trova in Trentino non la si trova da nessuna parte e quindi aveva deciso di salire in macchina fare un duecento chilometri fra andata e ritorno per fare la scorta dal macellaio. Anche in questo caso non è stato - e come poteva essere altrimenti - lo stretto stato di necessità e per l’amante della carne trentina è stata elevata una sanzione.

Poi ci sono quelli che fuggono alle restrizioni per amore: i rapporti di coppia a distanza possono essere difficili ma se ci si mette di mezzo anche l’emergenza sanitaria, si arriva a sfidare i divieti pur di avere un incontro.

Ricordiamo che le limitazioni agli spostamenti che sono state decise rispondono alla necessità di ridurre i possibili contagi. Lo ripetono tutti, dagli scienziati a chi governa a ogni livello: quello che bisogna assolutamente fare in questo periodo è rimanere a casa propria per cercare di poter uscire di nuovo il prima possibile ma in condizioni di sicurezza. Tutti.