il personaggio

Cemin, allevatrice a tempo pieno

Eleonora, 26 anni, ha una stalla e 7 ettari di prati. È diventata il punto di riferimento tra i giovani colleghi del Primiero 


Carlo Bridi


SIROR (PRIMIERO). Solo una grande passione maturata fin da bambina può aver portato una ragazza del Primiero a frequentare l’Istituto Agrario di Feltre per conseguire il diploma di perito agrario e mettersi subito nell’ordine di idee di farsi una propria azienda zootecnica. E, si badi bene, partendo da zero, in quanto la sua famiglia svolge altre attività e la piccola azienda zootecnica del nonno era andata in disuso perché lui era morto giovane.

Ecco qui Eleonora Cemin, 26 anni di Siror, che fin dal 2016, anno del diploma, si è subito rimboccata le maniche per realizzare il sogno di una sua azienda zootecnica di vacche da latte. Ma evidentemente all’inizio ha dovuto andare a lavorare presso terzi per raggranellare un gruzzolo sufficiente per poter fare gli investimenti necessari e l’acquisto delle attrezzature: trattrice, macchine per la fienagione ecc. Ma, innanzitutto, delle prime vacche da latte. Il premio d’insediamento in questo caso è stato fondamentale per avviare le attività e comperare le prime vacche da latte già nel 2016. Dopo un periodo part–time, ha abbandonato il lavoro presso terzi e si è dedicata esclusivamente alla conduzione della stalla. Dodici vacche, più alcune manze e due vitelle per la rimonta. Le razze sono: Bruna Alpina, Frisona e Pezzata Rossa. La produzione media capo/lattazione è di 70 quintali. I principali titoli: grasso mediamente 3,66%, proteine 3,28%.

Per ora la stalla che si trova sopra Transacqua, e come molti terreni, è in affitto ma l’intenzione è quella di arrivare un giorno a farsi una stalla moderna vicino a Siror, perché in inverno, in modo particolare, è molto disagevole raggiungerla. La superficie dei prati, invece, è fra i sei e i sette ettari, falciati tre volte l’anno quelli in valle e due volte quelli in quota. Purtroppo lo scorso anno, a causa della siccità prolungata che ha colpito ovunque, anche la produzione di foraggio è stata scarsa con il risultato che per la prima volta la Cemin ha dovuto fare ricorso al mercato per comperare il fieno mancante. «E questo, proprio in un anno - spiega Eleonora - in cui il foraggio è venduto a peso d’oro. Le attrezzature per la fienagione sono state acquistate e vengono usate assieme a un altro allevatore, così abbiamo abbattuto i costi visto che sono molto alti. E poi l’anno scorso sono esplosi, causa guerra in Ucraina, i prezzi delle granaglie a livello internazionale: ora sono notevolmente calati, ma il mangime si è abbassato solo di uno o due euro al chilo.

Quello dei costi di produzione particolarmente per una piccola stalla di montagna come la mia - continua Cemin - è il più grosso dei problemi che abbiamo, nonostante il Caseificio Sociale Primiero riesca a darci una buona retribuzione 0,63-0,64 euro a kg per il latte conferito». Ma come mai una scelta così impegnativa per una giovane chiediamo a Eleonora? «È per la grande passione per le vacche da latte, basti pensare che fin da bambina andavo a mungere nelle stalle dei vicini». Ora sono trascorsi oltre sei anni da quando ha iniziato: qualche pentimento? «Assolutamente no! Rifarei subito tutto un’altra volta anche se i sacrifici sono molti». Fra i progetti futuri il primo è quello di aumentare il numero delle vacche in stalla, ma anche fare delle piccole ristrutturazioni con piccoli ampliamenti sia della stalla che del fienile.

E i rapporti con l’ambiente? Eleonora premette che come allevatrice di montagna si sente di svolgere un ruolo molto importante in difesa dell’ambiente e della natura. «Per questo la mia sensibilità verso l’ambiente e la natura è molto forte. All’inizio avevo anche valutato la possibilità di partire subito con un’azienda biologica, ma poi a conti fatti ho visto che questa non sarebbe stata la scelta migliore per me, in quanto non avrei avuto nessun beneficio dal punto di vista economico mentre per la conduzione dell’azienda sarebbe cambiato poco». Eleonora Cemin è una ragazza con doti da leader innate grazie alla sua spiccata sensibilità verso il sociale. È stata scelta come responsabile per il Primiero e il Vanoi dei giovani allevatori, diventando referente a livello provinciale dei giovani allevatori del Primiero per lo Junior Club della Federazione Allevatori, e in questa veste in questo fine settimana è impegnata all’interno della Festa di Primavera organizzata dalla Federazione presso la sede di Via Bettine a Trento. Si tratta di una festa all’interno della quale i giovani hanno un ruolo centrale grazie alle molte iniziative previste, come le gare di toilettatura delle bovine, la gara di giudizio morfologico dei capi in sfilata, la presentazione delle razze di vacca e dei cavalli e la mostra con concorso delle bovine. È l’unica giovane allevatrice a tempo pieno di Siror, un’altra è part time, ma in zona i giovani allevatori sono diversi e con loro c’è buona intesa.

La grande passione di Eleonora è quella dei cavalli: ne possiede due, uno dei quali è un cavallo “norico”. «Così, quando ho un po’ di tempo libero, posso fare delle belle galoppate» conclude.

 













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