Cavedago, esposto per la variante al Prg

Oggi la giunta decide. E Il consigliere provinciale Cia interroga sulle particelle del sindaco Daldoss e dell’assessore Dalsass



CAVEDAGO. «Una variante al Prg che riguarda esclusivamente il sindaco Silvano Daldoss, l’assessore Valter Dalsass, suo cugino e uno zio». Il consigliere provinciale di opposizione, Claudio Cia del gruppo “Agire” ha presentato una interrogazione al presidente del consiglio Dorigatti, mentre tre cittadini (Franco Zeni, Alberto Maspero e Bruna Springhetti) hanno inviato un esposto alla Procura per chiedere chiarezza sulla variante 2017 che riguarda tre particelle fondiarie (1537, 1538/1 e 1538/2) a Maso Viola (numero 15) e alcune particelle fondiarie (1207, 1208, 1209) in località Maso Canton (numero 7). Secondo la ricostruzione del consigliere Cia, che ha raccolto una mole di documenti cartacei al Catasto, «non è stata presentata regolare domanda al Comune dai legittimi proprietari», portando come risultato una «pianificazione disordinata, frammentata, in totale contrasto con i principi di perequazione e compensazione urbanistica». I tre cittadini invece hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Trento, alla quale chiedono di rilevare «eventuali reati penali a carico dei responsabili nel caso in cui la variante venisse approvata con gli inserimenti numero 7 e numero 15) e al commissario ad acta, l’architetto noneso Paolo Penasa, nominato all’epoca dalla Provincia, visto il conflitto d’interessi dei consiglieri di maggioranza.

Della variante al Prg - spiega Cia - viene data informazione alla cittadinanza il 7 agosto del 2015 con un avviso dell’Amministrazione comunale. «Visto che, a differenza di tutti i consiglieri di minoranza, quelli di maggioranza risultavano tutti in qualche modo potenziali beneficiari e quindi in conflitto d’interesse, la Giunta provinciale ha nominato un commissariato ad acta, l’architetto Paolo Penasa, originario della Val di Non. Che, con delibera del 29 luglio 2016 provvedeva alla prima adozione per poi passare alla seconda con delibera del 15 marzo 2017». La delibera in questione sta continuando il suo regolare iter. Tanto che oggi, la Giunta provinciale dovrà decidere se approvarlo o meno. Ma il pungolo del consigliere Cia è dettagliato. «Ciò che appare strano è che, mentre si è ritenuto di stralciare la totalità dei piani di lottizzazione previsti dal vigente - spiega ancora il consigliere provinciale di “Agire” - si vuole con questa variante individuare le nuove aree edificabili che, guarda caso, interessano esclusivamente le proprietà del sindaco, di un assessore, loro parenti e affini. Pare una variante del Prg “ad personam”, dove traspare inequivocabilmente la mancata coerenza e rispetto delle linee dettate dalla legge provinciale 15/2015».

Nell’esposto, firmato da Franco Zeni, Alberto Maspero e Bruna Springhetti si legge che «Luciana Viola, Bruno Viola, Martino Viola, alla data del mese di novembre 2015 non hanno presentato alcuna domanda al Comune di Cavedago per l’inserimento delle stesse particelle fondiarie in zona residenziale. Stesso problema rilevato anche per le particelle 1207, 1208, 1209». In ogni caso «è opportuno sottolineare che coloro che avessero presentato domanda sulle particelle 1537, 1538/1, 1538/2 nelle persone di Ivan Daldoss e Silvano Daldoss non risultavano essere proprietari intavolati alla data fissata dal Comune di Cavedago del novembre 2015, come risulta all’atto di compravendita registrato a Trento in data 1 luglio 2016». Pertanto, recita l’esposto, «la relativa domanda non poteva essere accolta, mancandone i requisiti richiesti». Infine: «E’ stata interessata anche la particella fondiaria 1545/2 nell’inserimento 15, quale zona edificabile adiacente alle particelle fondiarie 1547 e 1538/2, per la quale non risulta essere stata presentata alcuna richiesta dal legittimo proprietario». Concludendo, per i tre cittadini «gli inserimenti residenziali non regolarmente richiesti sono in contrasto con gli articoli 18 e 20 della legge provinciale 15/2015».

















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