Case sempre più belle e care: mercato che vale 21 milioni 

La fotografia del panorama cittadino dall’osservatorio dell’agenzia Phosphoro che collabora con l’Opera: «I ragazzi ormai chiedono solo stanze singole»

di Maddalena Di Tolla Deflorian

TRENTO. È un mercato che vale almeno 21 milioni di euro all’anno, con un calcolo approssimativo ma realistico, quello degli affitti di alloggi privati per studenti universitari, a Trento. Ne abbiamo parlato ieri con Simone Cesana, socio fondatore e amministratore dell’agenzia di gestione immobiliare Phosphoro, con sede a Trento. La sua agenzia, nata nel 2001 dalla famosa “Bacheca Alloggi”, e dal 2008 entrata a far parte del Gruppo Windows on Europe, è oggi il secondo attore sul mercato degli affitti universitari, dopo la cooperativa Il Faggio. Phosphoro gestisce 300 posti letto a Trento, altri 150 sono invece in realtà come Verona, Pisa, Milano (che ha un giro d’affari di almeno un miliardo di euro, per dire). Su un totale di circa 5000 posti letto occupati sul mercato privato ma dispersi fra una cooperativa e molte piccole agenzie, quella gestita dall’agenzia è una fetta significativa e monitorata in continuo da anni, anche grazie alla ormai consolidata collaborazione con l’Opera Universitaria. Il lavoro svolto è quello di una vera e propria gestione dell’immobile per conto del proprietario: locatore/proprietario e studente locatario non si incontrano e l’agenzia intermedia su tutto, iniziando il lavoro proprio alla firma del contratto.

Costi - Il costo medio di una stanza singola (spese escluse) oscilla fra un minimo di 250 euro al mese, passando dai 350, per arrivare fino ai 380 euro. Le due variabili che determinano il prezzo sono la collocazione dell’alloggio e la sua qualità interna. “Gli appartamenti meno belli si affittano con più fatica e sempre dopo” spiega. Ovviamente gli appartamenti centrali costano di più e quelli meglio ristrutturati idem. Le spese mensili sono elevate: parliamo di 50-80 euro, sempre per un posto singolo. Consistono in tariffa rifiuti, spese condominiali, luce, gas, eccetera. Un posto singolo, spese comprese, di prezzo medio vale per Phosphoro insomma circa 330-450 euro al mese.

Richieste - La richiesta diffusa oggi da parte dei ragazzi che affittano casa a Trento per studiare nel nostro ateneo è avere un posto in camera singola e naturalmente l’accesso alla connessione internet. La vicinanza al centro della città è altrettanto richiesta: già la zona di San Pio X, per capirci, conta come periferia per gli studenti. La qualità di arredi e forniture incide oggi parecchio su richiesta e prezzo. Non sono richiesti invece i parcheggi per le auto. “Purtroppo come livello di classificazione energetica invece andiamo male: abbiamo a disposizione da affittare appartamenti di classe dalla D in giù” spiega Cesana. L’agente spiega poi che una difficoltà per rendere un buon servizio è data dal fatto che si tratta sempre di “adattare” gli appartamenti agli studenti, in quanto oggi le case nuove, con un design più innovativo e versatile, ancora non sono sul mercato per gli universitari. E’ noto poi che oggi i ragazzi mandano avanti a “intermediare” sempre i genitori, cosa che le vecchie generazioni facevano meno.

Trend - “Lavoriamo nella città che ha meno bisogno di noi” ironizza Cesana. In effetti, l’Opera Universitaria di Trento – come abbiamo ricordato negli articoli precedenti - offre molti alloggi pubblici rispetto ad altre città universitarie. “Diciamo che comunque i proprietari di appartamenti centrali non avranno mai problemi per affittare, anche se davvero crescesse ulteriormente la già alta offerta di alloggi proposta dall’Opera sul mercato – spiega Cesana – perché gli studenti oggi pagano anche fino a 100 euro in più al mese pur di stare in centro”. Si conferma poi la ciclicità del mercato degli affitti. Si parte a settembre, fino ad agosto dell’anno dopo. “Unica eccezione – ricorda Cesana - gli studenti Erasmus, che faticano a trovare alloggi a breve termine sul mercato privato, perché naturalmente lasciano sfitto troppo presto il loro posto.”