Caccia all’orso sulla Vigolana, c’è paura tra i residenti 

Le reazioni. Al rifugio Casarota alpaca chiusi nella stalla, timori per le passeggiate nei boschi Corsini (Consorzio turistico): «Se non lo catturano subito, possibili ripercussioni sulle presenze»



Trento. «Gli alpaca li ho chiusi nella stalla appena ho saputo della fuga di M49. Li sento piangere, ma fino a quando non catturano l’orso sono costretta a tenerli dentro. E stiamo dentro il rifugio anche noi». Lorenza Delama è il cuore e il volto del rifugio Casarota, quota 1.572 metri, altopiano della Vigolana. La quotidianità di montagna è andata a sbattere, ieri di buon mattino, contro la notizia che, per la prima volta da quando c’è stato il ripopolamento degli orsi, un plantigrado potrebbe aggirarsi sulla Vigolana.

Il pianto degli alpaca

«I miei alpaca - spiega - sono abituati a stare fuori, a pascolare. Sono animali tranquilli, ora ci sono anche i cuccioli, ma con un orso che gira in zona non me la sono sentita di rischiare». E quindi li ha chiusi nella stalla. «Si tratta di una struttura di cemento - spiega - e quindi penso che sia a prova di orso. Li sento piangere da qui, ma non posso fare altro. Solo quando mi diranno che l’orso è stato catturato, aprirò loro le porte».

E se al Casarota la preoccupazione è per gli alpaca, al rifugio Paludei si teme per le asine e le capre.

I maremmani

«Abbiamo due maremmani - spiegano i gestori - ma il timore, da quando si è saputo che l’orso potrebbe essere in zona, c’è. Per noi non temiamo, per gli animali sì. Sono chiusi dentro il recinto ma non sarebbe un ostacolo per il plantigrado. Certo, ci sono i cani. Speriamo. Non vorremo che a rimetterci siamo i nostri animali: se l’orso arrivasse qui, potrebbe ucciderli tutti». E oltre che per gli animali il timore è anche per una possibile ricaduta negativa sul turismo della zona. Ieri di escursionisti non se ne vedevano in giro, ma la giornata non era iniziata come quella ideale per fare due passi in montagna.

Il turismo

Una riflessione, quella sul possibile impatto turistico nella zona della presenza di M49, la fa anche Daniele Corsini presidente del Comitato turistico della Vigolana. «Se lo catturano subito, non ci sono problemi. Se però il tempo passa senz notizie, bisognerà capire le conseguenze. Qui la gente viene per rilassarsi, per andare in montagna per fare camminate. Non so se la notizia di un orso che gira probabilmente in zona potrebbe avere un effetto deterrente». Intanto M49 è argomento di discussione sulla Vigolana anche nel bar di Corsini, “Il glicine” di Vigolo Vattaro. «Non siamo sereni, ecco - spiega il titolare. E sarebbe difficile esserlo. Chissà dov’è l’orso? Potrebbe essere qui intorno che gira, potrebbe essere già lontano chilometri. Ma saperlo potenzialmente in zona non è rassicurante. Questa sera, quando chiuderò il bar, controllerò per verificare di essere da solo in strada».

Passeggiate rischiose

C’è un certo timore anche «Al Bosco» lungo la strada della Fricca fra Vattaro e Carbonare. «La notizia l’ho saputa questa mattina - spiega Sergio Gremes - è non posso dire di essere tranquillo». Il Trentino orientale è sempre stato “immune” dalla questione orso. Il ripopolamento ha riguardato la zona del Brenta e la presenza, nel fondovalle di statale, linea ferroviaria e autostrada a dividere in due la provincia, sono state un ostacolo fisso al passaggio dell’animale da ovest ad est. Un ostacolo che è venuto meno ieri mattina con M49. «Dicono che sia anche particolarmente “attivo” - prosegue Gremes - non cosa pensare di quello che è successo, ma certamente adesso l’idea di fare due passi nel bosco non mi sfiora neppure». M.D.

















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