Brunel, la dinastia di albergatori a Soraga
Giovanni costruì la colonia «La Madonnina», figli e nipoti hanno seguito le orme
TRENTO. E' un'autentica saga quella della famiglia di Giovanni Brunel "de la Rizza" di Soraga in val di Fassa. "De la Rizza" perché si sa che nei paesi per potersi distinguere tra i frequenti cognomi è necessario ricorrere ai soprannomi. Questa famiglia ha contribuito con ben tre hotel in maniera determinante a dare a questo piccolo paese l'impronta di centro turistico. Tutto ha inizio, ebbene sì, con una disgrazia che a tempo debito si trasformerà in una meritata fortuna. Nel 1916, infatti, muore a 59 anni il contadino Antonio Brunel lasciando un'ancor più giovane vedova, Angela (38 anni) con cinque figli, da Michele, che ha dieci anni, a Giovanni (1912-1993) che ne ha tre. L'angoscia di questa povera vedova è lenita dal cognato Pieroto che prende a cuore tutta la situazione. Lo commuove, forse, più di tutti (e vedremo in seguito il perché) quel bambinetto di tre anni, Giovanni, che cresce, frequenta quel poco di scuole possibile, va in Alto Adige a fare il pastorello nei masi sperduti, torna, fa il muratore e d'inverno il boscaiolo. Dopo la naia, quindi da richiamato, deve sobbarcarsi - come amerà spesso raccontare - "dieci anni, dieci mesi e dieci giorni di guerra". Esce indenne da molte situazioni tragiche che lasciano il segno nella sua memoria. Nel luglio'42 si sposa con Orsola Debertold di Canazei e dopo i quindici giorni di licenza riparte per il fronte rientrando solo nel'45 a fine guerra. Qui ha la lieta sorpresa: lo zio Pieroto, che è morto, gli ha lasciato in eredità casa, campagna e tabià. E' una fortuna che, comunque, bisogna gestire bene. E lui lo fa con una grande dose di lungimiranza come con altrettanta abbondanza mette su famiglia. Dopo Gianfranco (1944) nascono infatti Mino, Mariangela, Bruno, Bruna, Pietro, Biancarosa, Fiorenza e Bernardina (1959). Bruno e Pietro moriranno nei primissimi giorni di vita. La consistente eredità non dà certamente alla testa a Giovanni che progetta di aiutare al momento giusto tutti i figli che, per ora, lavorano stagionalmente in vari alberghi, facendosi le ossa, oppure lo aiutano in campagna e in stalla. Non è ancora nata l'ultima figlia, Bernardina, che Giovanni prende la grande decisione: per comperare all'asta un terreno vende due vitelli e su quel terreno costruisce un edificio, "la Madonnina", che affitta nel periodo estivo come casa-colonia per ragazzi. Gran brutta scelta, perché dopo un paio d'anni si ritrova a dover restaurare tutto, a fare un grosso debito aprendo un albergo (1966) che gestisce con la famiglia. E' l'inizio di una autentica cavalcata professionale dei Brunel anche se costellata da diversi lutti. Il primogenito Gianfranco, dopo aver frequentato la scuola alberghiera, riceve in regalo dal padre il terreno su cui costruisce (1974) l'hotel Des Alpes dove vi lavorano la moglie Paola Curzel e i tre figli Francesca, Andrea e Lorenzo. Mino (1946), pittore edile, scompare a 44 anni di infarto. I due figli avuti da Alice Ghetta studiano ed oggi Gioia è avvocatessa a Trento. Mariangela (1947), vedova, è titolare dal 1978 dell'hotel Malder. La figlia Sabrina è impiegata, mentre Denise collabora nell'albergo. Bruna, nubile, rimane con il padre a La Madonnina seguendone i vari rinnovi e lasciando da qualche anno a questa parte la titolarità al nipote Riccardo, figlio della sorella Fiorenza (1956), marito di Laura cuoca dell'hotel Biancarosa (1954), anche lei vedova, lavora a Pozza con il figlio Daniele nella pizzeria che fu del marito Giovanni Pezzei. Infine Bernardina che è l'unica figlia ad aver abbandonato la valle natia. Si è sposata a Cremona dove vive con il marito Mario e la figlia Elisa. Giovanni è morto nel 1993 lasciando la vedova Orsola (1922) ora quasi novantenne la quale benedice, come del resto fanno tutti i figli, la figura del padre e marito. capace di aver dato alla famiglia il ruolo di protagonista nella piccola Soraga.