diffamazione

Bezzi condannato per le accuse a Baratter

TRENTO. Lieve, molto lieve, ma sempre condanna è. Ieri il giudice Di Donato ha condannato il consigliere provinciale di Forza Italia Giacomo Bezzi a un’ammenda di 600 euro, oltre a pagare un...



TRENTO. Lieve, molto lieve, ma sempre condanna è. Ieri il giudice Di Donato ha condannato il consigliere provinciale di Forza Italia Giacomo Bezzi a un’ammenda di 600 euro, oltre a pagare un risarcimento di 3 mila euro, per diffamazione nei confronti del Lorenzo Baratter del Patt. I fatti risalgono alla campagna elettorale. Bezzi, candidato presidente di Forza Trentino, aveva sostenuto in un comunicato che Baratter aveva gestito male i 5 milioni stanziati dall'assessorato provinciale alla cultura per le commemorazioni della Prima guerra mondiale. Baratter, però, ha subito spiegato che le accuse erano false e ha dato mandato al suo avvocato Nicola Canestrini di querelare Bezzi e il candidato di Forza Trentino Luca Bazzanella che aveva firmato insieme a lui il comunicato ritenuto diffamatorio. Bezzi e Bazzanella avevano definito Baratter come un «campione di incarichi e raccomandazioni». Poi avevano proseguito con apprezzamenti molto pesanti: «Gli elettori devono sapere che nella veste di storico - del tutto sconosciuto a livello nazionale ma molto raccomandato a livello provinciale - ha utilizzato senza alcuna attenzione alle regole, più di 5 milioni di euro di soldi pubblici trentini ottenuti sotto forma di consulenze e di finanziamenti per iniziative "culturali" in gran parte propedeutiche e funzionali solo alla sua campagna elettorale ma ben poco visibili e conosciute nelle istituzioni scolastiche e presso l'opinione pubblica». Poi c'erano state considerazioni sull'utilità del lavoro svolto, a fronte dell'emergenza disoccupazione: «Avere a disposizione 5 milioni di contributi pubblici come coordinatore per il centenario della prima guerra mondiale, più di 5 milioni sottratti in tempi di crisi economica al lavoro, fa infuriare i giovani disoccupati trentini, anche laureati, che non hanno "santi" protettori in paradiso». Baratter ha dimostrato che non aveva gestito quei soldi. Bezzi ieri ha dichiarato che Bazzanella non sapeva nulla delle accuse, così quest’ultimo è uscito dal processo. Il legale di Bezzi, Nicola Degaudenz, ieri ha anche sollevato questione di legittimità costituzionale riguardo alla parte della norma che prevede la reclusione per i reati di opinione.













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