120 milioni di immobili cadenti 

Il patrimonio inutilizzato della Provincia. Quasi mezzo milione di spese di manutenzione in 5 anni. Il governatore Fugatti: «C’è l’interesse di alcuni imprenditori privati per l ’ex hotel Panorama di Sardagna e la scuola professionale del Tonale». Novità in arrivo anche per l’ex Villa Rosa.

Trento. ci sono 120 milioni di euro che appartengono alla provincia. non si possono toccare, anzi sono costati poco meno di mezzo milione in quattro anni di manutenzione, e sono destinati ad un continuo deperimento. si tratta degli immobili pubblici inutilizzati di proprietà della provincia ma che da tempo attendono di conoscere la propria sorte. ma ora qualche cosa pare sul punto di sbloccarsi: «alcuni soggetti privati hanno manifestato alla provincia il loro interesse per il recupero di alcuni immobili di nostra proprietà al momento inutilizzati. in particolare si parla dell’ ex albergo panorama a sardagna, della scuola professionale e altiporto al passo del tonale (l’ex scuola per gli sport invernali), della casa cantoniera di riva del garda sul lungo lago e dell’edificio ex sanaclero a romarzollo» osserva il governatore maurizio fugatti.

E se non è un segreto (lo abbiamo scritto da queste colonne lo scorso aprile) che lo chef bistellato alfio ghezzi abbia in animo di portare il suo talento ai fornelli proprio all’ex panorama di sardagna, sul futuro di altri immobili sembrano esserci per ora molto meno certezze: «e qui doveva entrare in gioco invimit sgr, società controllata dal ministero dell’economia, la cui missione, come riporta il sito ufficiale, è sintetizzabile nella “volontà di contribuire positivamente allo sviluppo e alla valorizzazione dei patrimoni immobiliari pubblici, sia attraverso la leva urbanistico-edilizia che perseguendone una più ampia e profonda rigenerazione”» nota il consigliere, e assessore regionale, di agire claudio cia.

Anni di attesa

Proprio Cia si batte da anni contro la decadenza sia dell’ex Panorama che dell’ex Villa Rosa di Pergine: «Su questo l’idea era che Invimit, Provincia e Comune di Pergine costituissero un fondo nel quale conferire gli immobili provinciali e comunali inutilizzati. Per il momento ciò si vede è purtroppo il degrado desolante delle strutture in disuso, come l’ex Villa Rosa, o l’ex Artigianelli a Susà di Pergine, anche per via della “discutibile” permuta (per non definirla svantaggiosa per l’ente pubblico) portata a compimento dalla precedente giunta provinciale» osserva il consigliere.

E dunque Cia si è rivolto proprio al presidente Fugatti per capire se la sua giunta ritenga prioritario, dopo «decenni di realizzazioni di nuove strutture avere un ruolo propulsivo nella razionalizzazione degli immobili di proprietà pubblica non utilizzati o che necessitano di ingenti investimenti per la loro necessaria funzionalità». Ottenuta dal governatore la rassicurazione che l’esecutivo intende accelerare su questo aspetto, Cia ha voluto sapere quale fosse lo stato dell’arte del protocollo d’intesa tra Provincia e Comune di Pergine Valsugana. E Fugatti lo ha rassicurato che la Provincia sta valutando «le problematiche relative all’iter di procedura per individuazione della Società di Gestione e Risparmio (SGR) alla quale saranno conferiti gli immobili da valorizzare», in primis l’ex casa di cura Villa Rosa. Ma nell’esaminare la pratica degli immobili pubblici inutilizzati si viene a sapere che, nel periodo dal 2014 al 2018, la Provincia ha dovuto spendere poco meno di 500 mila euro solo per la sorveglianza e la messa in sicurezza di questi immobili non utilizzati. Si tratta dell’ex Questura di piazza Mostra (4 mila euro), dell’area ex Gil di Rovereto (28 mila, della scuola professionale di Vermiglio (36 mila euro di interventi), 44 mila per l’ex Sait di Rovereto, altri 40 mila per l’ex Macera di Levico, l’ex sede della Polizia di via Perini è costata solo mille euro. Altri 16 mila euro se sono andati per l’ex Peterlini a Rovereto, ben 94 mila per il Panorama di Sardagna, 13 mila per lo scalo ex macello Lizzana, 120 euro ex Artigianelli Susà, 51 mila per casa Moggioli di via Grazioli, 3 mila per l’ex ospedalino di via della Collina, 93 mila per l’ex Sanaclero di Romarzollo e altri 74 mila per Villa Rosa. G.T.