È morto Guido Botteri domani l’addio a Strembo

Giornalista e direttore della sede Rai del Friuli, si è spento a 88 anni a Trieste Non aveva mai rinunciato alle amicizie e al legame fortissimo con la propria terra



STREMBO. È morto a Trieste Guido Botteri. Giornalista, scrittore, direttore della sede Rai del Friuli Venezia Giulia. Ma per i rendenesi, soprattutto “Gambin”: l’uomo che pur avendo lasciato Strembo da ragazzo per seguire la professione che gli avrebbe dato moltissimo, non ha mai tagliato le radici con la sua terra. Dove ha conservato la casa di famiglia, restaurata con una attenzione maniacale alla impostazione originaria dell’edificio, senza cedere ad alcuna “scorciatoia” della modernità, un soprannome, “Gambin”, appunto, e amicizie importanti. Rinsaldate negli ultimi decenni da una attenta attività di storico sulla realtà locali e le sue tradizioni che aveva visto il culmine negli anni Novanta con la pubblicazione di quello che un po’ impropriamente era stato chiamato un giornalino comunale: “Strembo oggi e domani”. In realtà una raccolta di approfondimenti sulla storia rurale di Strembo e su quella delle sue istituzioni.

Guido Botteri, padre della conosciuta corrispondente Rai da New York Giovanna, aveva 88 anni. A Trieste era figura di riferimento della vita culturale e politica cittadina. Storia, teatro, ma anche tensioni della contemporaneità erano le sue passioni e in tutti quei campi è ora pianto in Friuli Venezia Giulia come una perdita irreparabile. Ma non meno lo piangono a Strembo gli amici, che lo hanno visto per l’ultima volta poco più di una settimana fa. Non nascondeva, raccontano, gli effetti del progressivo aggravarsi dei problemi cardiaci che domenica ne hanno provocato la morte. Ma non per questo rinunciava al proprio spirito e a quella eterna passione per il dialetto locale e ancora più per il «Taron», l’antico gergo degli arrotini della val Rendena, con cui conversava abitualmente con i pochi in zona che ancora lo parlano. Una sorta di lingua segreta, priva di qualsiasi connessione con quelle ufficiali sia di oggi che di allora, elaborata all’epoca proprio per non farsi capire dai non “iniziati” di quella che era una vera e propria casta, sia pure artigiana e rurale.

A Strembo Guido Botteri era una presenza saltuaria ma tutt’altro che occasionale. Tutte le estati per le ferie e tutti gli autunni per la riccorrenze dei defunti la sua casa si riapriva e gli amici di sempre sapevano di poterlo incontrare. Qualche volta ad accompagnarlo anche la figlia Giovanna, soprattutto d’estate.

L’estate scorsa entrambi erano stati ospiti a Campiglio - è l’evento a cui fa riferimento la foto che pubblichiamo, scattata da Paolo Luconi Bisti - per una serata dal titolo “Strembo-Trieste-New York, incontro con Giovanna e Guido Botteri». Una serata in cui si era parlato di storia rendenese e di mondo, di giornalismo e di arrotini. Una sorta di pubblico commiato, si potrebbe dire oggi, da parte di un figlio illustre con la propria terra. Anche se per ragioni di marketing, celebrato a Madonna di Campiglio, molto meno rurale della Strembo di Botteri.

Oggi a Trieste - alle 15 nella chiesa di Aurisina - il funerale. Ma domani ancora alle 15 una seconda cerimonia di benedizione della salma si svolgerà a Strembo dove Guido Botteri ha scelto di essere sepolto. L’occasione per rendere eterno un legame di affetti e passione che la sua ricchissima vita non è mai riuscita ad intaccare.













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